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Total non smobilita e rilancia in Basilicata
Confermati tutti gli investimenti a Tempa Rossa

Basilicata

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VALLE DEL SAURO - Total non smobilita. Anzi. La francese del petrolio conferma tutti gli investimenti nella Valle del Sauro. «Contiamo di rimanere in Basilicata il più a lungo possibile»: così il responsabile della sede di Potenza, l’ingegner Giuseppe Cobianchi, fuga i dubbi su una possibile riduzione degli investimenti e un disimpegno in terra lucana, per via del crollo del prezzo del petrolio. I ritardi ci sono stati. Tanto che l’avvio delle produzione inizialmente prevista per il 2016, slitta: secondo le previsioni, i lavori saranno ultimati entro il 2017, mentre la produzione avviata a inizio 2018.

«A causa soprattutto delle opposizioni della Puglia alle opere necessarie per il completamento del progetto. E anche per le varianti rese necessarie dai movimenti franosi registrati». «Ma nella strategia di Total E&P Italia non è cambiato assolutamente nulla per quello che riguarda Tempa Rossa. Tutti gli impegni sono confermati».

La notizia arriva nel corso del tour organizzato per mostrare lo stato dei lavori ai giornalisti. Sul “cucuzzolo” della montagna, a cavallo tra i comuni di Guardia e Corleto Perticara, dove, a fine settembre, sembra già di essere in pieno inverno, si erge l’imponente Centro Oli, ormai quasi completato, lì dove solo una anno fa c’era poco o niente. Da qui, a 1.050 metri di altezza dal livello del mare, i due paesi della Valle del Sauro che si trovano in basso, neppure si vedono. Svettano in alto, insieme ai cantieri per quello che sarà il secondo polo estrattivo lucano, solo le numerose pale eoliche disseminate fin quasi all’estremo confine delle aree della concessione, quasi in una sorta di “pacifica” convivenza tra fonti fossili e rinnovabili. Da questa specie di distretto dell’energia le abitazioni rimangono molto lontane.

«Una scelta voluta - spiegano i vertici Total - per evitare un effetto troppo invasivo del paesaggio».

I mezzi sono in funzione, gli uomini - quasi un migliaio tra occupati diretti e indiretti (di cui circa il 70 per cento di provenienza lucana) - a lavoro in quella che sembra essere una macchina organizzativa perfetta. Per entrare nell’area della concessione Total, ci sono regole precise da seguire.

Parametri rigidi, più di quelli imposti dalla legge nazionale, non solo in fatto di sicurezza sui cantieri, per anche spostarsi sulle strade che conducono agli impianti. Oltre agli interventi su quelle già esistenti, Total ne ha fatto costruire una nuova di zecca che dalla Sp103 arriva fino al Centro Oli, per consentire ai mezzi pesanti il doppio senso di circolazione senza ostacoli. Sei, fino a ora, i pozzi perforati che potrebbero entrare in produzione da subito.

Altri due quelli previsti da progetto.

«Secondo le stime - spiega Cobianchi - dovremmo essere in grado di tirar su petrolio per almeno 40 anni». Costo complessivo dell’investimento di circa due miliardi di euro. Non si produrrà solo petrolio (50.000 barili al giorno) , ma anche metano (230.000 m³) (che, in parte, verrà dato gratuitamente alla Regione ), zolfo (80 tonnellate) e gpl (240 tonnellate) .

Per lo stoccaggio di quest’ultimo è previsto un apposito centro, anch’esso in via di realizzazione, dotato di due serbatoi interrati. Per raggiungere la raffineria di Taranto, il greggio prodotto da Total viaggerà attraverso l’oleodotto Eni, anche se in momenti diversi, rispetto al prodotto realizzato in Val D’agri, per evitare che i due liquidi - di differente qualità e quindi differentemente trattati - si mischino. L

a parte più sostanziosa dei lavori ancora da portare avanti, riguarda proprio la realizzazione delle condotte per collegare i pozzi al Centro Oli. A estrazioni partite, la previsione occupazionale stabile è di circa 300 unità. Nel frattempo la compagnia sta lavorando a quello che viene definito il “punto zero”: il monitoraggio sulle principali matrici dei luoghi per compararne i valori con quelli che verrano misurati dopo la partenza delle attività estrattive.

«Cerchiamo di superare le diffidenze, soprattutto degli ambientalisti - spiega ancora il responsabile della sede di Potenza - parlando personalmente ai territori per spiegare cosa stiamo facendo, quali sono le misure precauzionali.

Fa parte della nostra politica, anche del nostro modo di stare in una comunità. Prevediamo di restare qui a lungo, e di restare a carte scoperte». Cobianchi parla di «buone relazioni istituzionali» con gli enti locali, compresa la Regione, anche se «una certa lentezza negli iter autorizzativi è innegabile, con effetti non proprio positivi sulle attività». Secondo gli accordi del 2006, Total potrà produrre 50.000 barili al giorno. La Regione non perde occasione per ribadire che non si andrà oltre alle quantità autorizzate. Ma la compagnia cosa ne pensa? «Per ora è così. In futuro vedremo se si verranno a creare le condizioni per andare oltre questa previsione».

Nessun passo indietro, dunque. Total resta e, se possibile, rilancia.

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