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La giunta? Meglio rimpasto completo
Calò (PU): «De Luca eviti sostituzioni di circostanza»

Basilicata

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POTENZA - Quello che Piero Calò (PU) mette nero su bianco è in realtà il pensiero che tra Palazzo di Città e dintorni tutti condividono. Ma che fino a questo momento è rimasto più un auspicio che un vero impegno. «Ormai sono passate diverse settimane da quando il consiglio comunale di Potenza ha approvato e trasmesso al ministero degli Interni l’ipotesi di bilancio riequilibrato, ma nessun cambio di passo c’è stato sulla gestione politico-amministrava». Lo stallo è la condizione di normalità. Da qualche tempo, soprattutto nel centrosinistra, è ripreso il confronto. Bisogna decidere con che strategia affrontare il nuovo corso: messi in salvo i conti di Potenza, chi sarà in maggioranza? Chi al governo?
La tregua romana tra Renzi e l’opposizione interna potrebbe avere riflessi di pacificazione anche sul Pd livello locale. Dopo mesi di lacerazioni e scontri interni i democratici potrebbero riuscire a immaginare una quadratura che tenga dentro gli equilibri della rappresentanza in Regione, al Comune di Potenza, nei congressi locali attesi da tempo.
Non sarà un passaggio veloce e nel frattempo la città di Potenza ha bisogno di cominciare a costruire la quotidianità, completamente fagocitata dal caos politico e dalla crisi economica del dissesto.
Il Pd chiederà ancora di portare pazienza? Il sindaco Dario De Luca ha spiegato di non averne molta e di non poter sopportare più a lungo la situazione amministrativa in cui si trova la città. La giunta è praticamente dimezzata, con postazioni delicate scoperte (su tutte, ambiente e bilancio). La città è sempre più lontana, immersa nel disagio sociale, in piena crisi economica.
Il clima non è più quello positivo di un anno fa quando l’elettorato affidò a De Luca l’incarico del cambiamento.
La fase di stasi è percepita ovunque, con effetti anche nella dirigenza politica e sulla macchina amministrativa. «Tale condizione - aggiungeva ieri in una nota Calò - sta determinando un disimpegno da parte di chi si sente ogni giorno sempre più precario e in procinto di essere sostituito. Dall’altra, invece, c’è chi, per semplici calcoli di parte, sta mettendo in campo una strategia attendista».
Davvero serve ancora aspettare? De Luca aveva ipotizzato di poter almeno chiudere l’esecutivo con un paio di nomi. Il rimpasto vero e proprio, quello con il rimescolamento politico, sarebbe arrivato poco più in là, secondo i tempi - decisamente più lunghi - dei partiti.
Oggi, però, il centrosinistra suggerisce un’altra via e propone di lavorare direttamente per un rimpasto complessivo. «Occorrerà - suggeriva Calò - fare immediata chiarezza sul programma di fine consiliatura, sulle priorità da affrontare e sull’idea da seguire per il futuro del capoluogo. Il sindaco, quindi, non faccia l’errore di qualche nomina di circostanza, mantenendo di fatto la situazione attuale, altrimenti qualcuno potrebbe pensare a male».

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