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L'IPOTESI - Toto consiglio col nuovo esecutivo

Basilicata

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POTENZA - Immaginare la prossima giunta di Potenza significa puntare su combinazioni elettorali che durano il tempo di un’indiscrezione. Già ieri sembrava molto più lontana la risoluzione affidata allo schema 3-3-3: con tre assessori per ciascun gruppo politico da rappresentare (quello del sindaco De Luca, quello dei riformisti di Roberto Speranza e quello dei democratici vicini al presidente della Regione Marcello Pittella).
In questa gran confunsione, la mediazione tiene dentro dinamiche di partito, aspettative dell’elettorato, le necessità della città - sempre più bloccata, per la verità.
Se la giunta sarà composta da interni è comunque possibile sapere quali consiglieri entreranno a Palazzo di Città al posto dei nuovi assessori. Seguendo le indiscrezioni sulle prossime nomine, quello che emerge è un futuro consiglio comunale fatto per la gran parte di ex amministratori.
Se Roberto Falotico diventasse assessore, in consiglio toccherebbe a Vittoria Rotunno, prima dei non eletti della lista Movimento Nuova Repubblica: era di questa sigla il seggio assegnato a Falotico in qualità di candidato sindaco non eletto. Rotunno è stata una delle più attive protagoniste della mobilitazione a favore del Parco della Città sui suoli ex Cip Zoo.
Se, invece, sempre nell’area vicina a Falotico, la nomina spettasse a Felice Scarano (Potenza Condivisa) in aula dovrebbe arrivare Patrizia Guma.
Nella lista “Insieme si Cambia” c’è Alessandra Sagarese in lizza per un ruolo d’esecutivo: in questo caso entrerebbe in consiglio comunale Vito Mitro. Mitro è un ex consigliere comunale dei Dec, tra i protagonisti, nella scorsa legislatura, del periodo di allontamento e successivo riavvicinamento di un pezzo del centrosinistra all’ex sindaco Vito Santarsiero. Responsabile a lungo dei servizi del consiglio provinciale, è considerato politicamente vicino al presidente del consiglio regionale Lacorazza.
Se in esecutivo dovesse liberarsi un posto per Sergio Potenza, capogruppo dei Popolari Uniti, in consiglio si farebbe spazio per un altro ex consigliere comunale, Valentino Fellone.
Più articolato lo scenario nella lista Pd, in cui insiste anche il seggio del candidato sindaco perdente, Luigi Petrone.
Attualmente i nomi più accreditati per una postazione in giunta sono quelli del capogruppo Giampiero Iudicello (area Speranza), di Carmen Celi (che fa riferimento al sottosegretario Vito De Filippo), e dello stesso Petrone. Il primo dei non eletti per cui si liberebbe il posto in consiglio è Giuseppe Ginefra, ex assessore allo Sport dell’amministrazione Santarsiero. Percorso diessino con approdo nel Pd, oggi Ginefra è indagato nell’inchiesta nata all’indomani del dissesto, sulle spese del Comune di Potenza. Lo stesso Ginefra ha spiegato di voler entrare in consiglio proprio per potersi difendere, almeno politicamente, sulle questioni aperte. E forse contrattaccare.
Ancora, a scalare, potrebbe essere la volta di Angela Blasi, attuale consigliera di parità. La sua eventuale permanenza in consiglio comunale dipenderebbe da scelta personale e interpretazione della norma sui doppi incarichi. Terzo dei non eletti nelle fila del Pd è Donato Coviello. Ex assessore ed ex consigliere comunale, vicino a Santarsiero, si è trovato richiamato nelle cronache sulle indagini sul dissesto per una determina destinata alla ditta di cui è titolare.
Nel gruppo Socialist & Democrats è Donatella Cutro la candidata a un posto in esecutivo: lascerebbe il banco a Gianluca Caporaso, scrittore, dirigente del CSV, attivo sui temi della partecipazione.
Sono queste alcune delle sostituzioni possibili in aula: la geografia del consiglio sarebbe modificata, con nuovi rapporti di forza numerici tra le aree dem.

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