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Speranza frena Luongo sull’accordo con Pittella
Giunta di Potenza a breve

Basilicata

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POTENZA - Speranza frena l’accelerazione di Luongo. Il leader nazionale del Pd è arrivato a Potenza ieri e subito si è messo al lavoro. Ha incontrato i suoi del Consiglio comunale di Potenza. Dalle indiscrezioni avrebbe chiarito che non c’è stato nessun incontro con Marcello Pittella e che quindi in campo non c’è nessun accordo e nessun asse siglato con il presidente della Regione. Le fonti parlano di un ex capogruppo della Camera dei deputati un pò freddo nei confronti delle ultime decisioni del segretario regionale. Rottura? Forse è eccessivo e comunque sarebbe prematura.

Sorpresi comunque della reazione di Speranza innanzitutto i renziani che davvero fino a qualche giorno credevano che si potesse chiudere l’accordo con la minoranza dem in Basilicata a stretto giro. Magari si farà. Ma di certo Speranza la sigla la vuole mettere di persona e non con una delega in bianco.

Rimane comunque, per restare alle parole ufficiali e addirittura scritte, la sensazione di una eccessiva fretta da parte del segretario regionale del Pd a definire chiusa la sfida romana tra la minoranza e Renzi. Speranza che per ruolo di leadership nazionale deve evidentemente aspettare che si chiariscano tutti gli aspetti della riforma del Senato non può consentire che in Basilicata già si stappino le bottiglie di spumante.

E quindi tutta la vicenda comunale dal congresso alla giunta De Luca si complica. Anche se rimane ottimismo da parte di più di qualcuno di una chiusura della squadra dei nuovi assessori di Potenza a strettissimo giro. Si potrebbe chiudere anche in questa settimana. Lo schema iniziale è intatto con ancora qualche dubbio sull presidenza del Consiglio: in corsa Iudicello e Falotico con Scarano in terza fila. Per il resto dovrebbero essere accontantati in toto Polese e Margiotta e lo stesso Speranza. Si è alzato il muro degli altri dem tra cui Santarsiero.

E qualche crepa appare anche sulla vicenda congressuale cittadino. Fissata la data comincia a salire la tensione sulle medalità. Ieri il consigliere regionale Mario Polese su twitter ha invitato a non fare “troppe chiacchiere” e ha chiesto che si faccia un congresso aperto con le primarie. Gli ha fatto eco il deputato renziano Salvatore Margiotta che insistendo sulla necessità di aprire il congresso quanto più possibile ha chiesto che possano votare tutti gli iscritti e anche quelli dell’ultima ora. Distanze sul regolamento che potrebbero alzare di nuovo la tensione.

Intanto a valle qualcosa si inizia a muovera anche sul tema del rimpasto della giunta regionale. Non si farà a breve ma è trapelato che ci sarebbe una ipotesi di alzare il numero degli assessori da 4 a 5 anticipando anche l’introduzione della figura del sottosegretario della presidenza. Così i conti tornerebbero meglio e ci sarebbe posto anche (è una delle ipotesi) della riconferma scontata di Braia ma anche di Franconi in quota rosa. Più due esponenti della minoranza dem e uno dei partiti minori. Risalgono il tal senso le quotazioni di Centro democratico con magari la nomina non di Benedetto (che sembra definitivamente fuori dai giochi) ma della consigliera provinciale di Matera, Florio. Questione che si incastrerebbe con le aspirazioni socialiste. In pole c’è sempre un assessore del Psi, ma Valvano potrebbe “barattare” la sua ricanditura a sindaco di Melfi con una richiesta meno pressante per la giunta (dove rimane favorito Pietrantuono).

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