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Il patto del Partito democratico già frana
Disfatti (in parte) gli accordi raggiunti

Basilicata

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POTENZA - Patto saltato? Forse. O forse non del tutto. Ma la vicenda si è complicata di molto. Una cosa è certa, Pittella e Speranza non si vedono da tempo se si fa eccezione di una stretta di mano cortese alla fine della Direzione nazionale del Pd. Gli altri invece si vedono spessissimo e qualcosa avevano deciso. Non c’è dubbio. Tra le cose decise e portate avanti c’era senz’altro la convocazione del congresso cittadino e poi anche la formazione della nuova giunta comunale di Potenza.
Ora detto che il congresso è già bello e partito - con i renziani Polese e Margiotta che sono già partiti in quarta a chiedere una modifica delle regole statutarie tali da consentire di scegliere il segretario cittadino a una platea più larga di quella dei soli tesserati già registrati - non sembra nemmeno più possibile fare retromarcia sulla nuova giunta comunale. In ballo ci sono troppe questioni che vanno oltre le vicende intestine del Partito democratico.
Innanzitutto ad attendere il lascia passare c’è il sindaco di Potenza, Dario De Luca che come è noto non è del Pd. Poi c’è una paralisi amministrativa che in una maniera o nell’altra va sbloccata. Ci sono le aspirazioni dei consiglieri comunali già messi in preallarme che fremono e non poco. E infine ci sono stati già degli impegni non da poco che vanno completati. La Regione ha messo sul tavolo un bel pò di soldi per parare i debiti del Comune e contestualmente i parlamentari del Pd a Roma hanno spinto sul governo proprio per modificare le regole al fine di garantire un sostegno regionale al comune capoluogo.
Ritardare la nuova giunta, al netto delle valutazioni di merito e di metodo, renderebbe tutto (o quasi) vano. Insomma il treno per la nuova squadra di assessori comunali è partito e pare difficile che possa essere fermato in corsa.
Il resto però rischia di saltare. Dalla tanto attesa assemblea regionale che dovrebbe mettere fine a una fase lunga 14 mesi in cui mancano i vertici del partito regionale al rimpasto di giunta. Senza menare troppo il can per l’aia Luongo e Pittella una sorta di schema lo avevano abbozzato. Con le polemiche successive al comunicato di Luongo in cui l’intesa nazionale sulla riforma del Senato tra Renzi e la minoranza dem (tutta da valutare con i prossimi passaggi in Parlamento) veniva traslata automaticamente anche in Basilicata la questione si è complicata. Tanto che da fonti autorevoli parrebbe che nelle ultime ore il presidente della Regione (forse infastidito da quelle che ritiene meline e strumentalizzazioni) penserebbe addirittura a confermare la propria giunta attuale anche di un altro anno ancora.

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