Salta al contenuto principale

Il Viminale chiede spiegazioni
sull'ipotesi di bilancio riequilibrato

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 8 secondi

POTENZA - La partita del bilancio comunale a Potenza non si è ancora chiusa.
Il Ministero degli Interni ha chiesto alcune spiegazioni e di fornire maggiori dettagli rispetto ad alcuni punti dell’ipotesi di bilancio riequilibrato che il consiglio comunale ha approvato agli inizia di settembre.
Sono richieste di documenti e integrazioni degli atti a cui il Comune ora dovrà rispondere entro trenta giorni.
Nel frattempo la città di Potenza è tecnicamente ancora nel limbo: senza il via libera definitivo al resoconto economico non si può guardare del tutto avanti. E l’imbuto politico in cui il centrosinistra si è infilato nel dialogo con il sindaco De Luca ha di fatto determinato un complesso - e oneroso - stallo amministrativo.
In attesa del rimpasto e, soprattutto, di nomine assessorili in settori delicati (oggi scoperti) come il Bilancio e i Rifiuti, toccherà agli uffici provare a convincere il Viminale sui conti comunali.
Quello che chiede il ministero degli Interni è, dunque, un approfondimento sul bilancio riequilibrato costruito sugli anni 2014-2017.
Il punto di partenza è un dato tecnico: il decreto Enti locali, poi trasformato in legge, ha ampliato a quattro anni il tempo utile per recuperare il deficit dei Comuni in dissesto. Ma le condizioni per godere di questa possibilità sono molto rigide, a partire dalla capacità dell’ente di abbattere la spesa dei servizi almeno del 20%. Il municipio potentino, chiede il Viminale, dovrà inoltre dimostrare di aver ridotto i costi delle partecipate.
Maggiori dettagli sono chieste anche sul fronte della gestione del servizio idrico integrato e del trasporto pubblico locale: dove e come sarà migliorata la spesa? Con quali introiti? Con quali tagli?
Ancora, dal ministero degli Interni vengono chieste alcune spiegazioni aggiuntive sull’evasione fiscale: a quanto ammontano le risorse recuperate? Dove sono state impegnate? Quante richieste di condono? E le cartelle sulle rette delle scuole degli anni precedenti? E le multe?
Ci sono poi alcuni dettagli da fornire rispetto ai residui attivi e passivi e ai beni da alienare (i cui proventi di vendita possono essere ora impegnati sulla spesa corrente). I proventi di questi ultimi devono essere gestiti dall’organo straordinario di liquidazione, nominato in seguito al dissesto.
Su due temi caldi del dibattito urbano sui servizi a domanda individuale - trasporto scolastico e aree di sosta - dal Viminale chiedono informazioni sulle modalità di gestione.
Per ogni punto gli uffici comunali hanno un mese di tempo a disposizione e svariate carte da produrre. Sperando nel successivo via libera definitivo.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?