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Giunta a Potenza salta l’accordo
Incontro tra De Luca e Luongo

Basilicata

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POTENZA - Frenata sulla Giunta comunale di Potenza. C’è stato l’incontro. Ieri in prima serata. Dario De Luca e Antonio Luongo si sono visti e parlati. In campo neutro. Non al Comune di Potenza. Probabilmente per riservatezza. In ogni caso non c’è stata fumata bianca. Anzi. Pare che la vicenda si sia complicata. E prima dell’inizio della prossima settimana non ci saranno aggiornamenti.
Il “banco” è saltato per una questione di numeri. I posti da assessori sono 9. Ma 5 più nove fa 11 e quindi i conti non tornano. In pratica Luongo e De Luca non hanno trovato la quadra. Il Pd come è noto ha in testa una nuova giunta con sei dei suoi. Che con il presidente del Consiglio comunale salgono a 7. I nomi sono sempre gli stessi: Cutro, Celi, Sagarese, Potenza e poi Iudicello, Petrone e Falotico che potrebbero essere “buoni” sia per un posto da assessore che da presidente dell’assemblea. Ci sarebbe anche Scarano in quale ha un accordo con Falotico ma non con il Pd.
E quindi i posti per De Luca sarebbero 3 ma il sindaco ieri sera, un pò per mostrare i muscoli e un pò per non passare da “traditore” con i partiti che lo elessero si è presentato con una lista di 5 assessori: Bochicchio, Bellettieri, Salvia e il “tecnico” amico di Taddei, Vergari. Il quinto nome non è ancora chiaro.
Su questo c’è stato poco da ragionare. Lo schema del Pd è quello di non voler inseguire il sindaco. La sostanza però è che al Partito democratico servono 7 postazioni per far quadrare (e nemmeno del tutto) i conti tra correnti interne. Con sei postazioni o addirittura cinque il Pd lucano non avrebbe risolto nulla. Per questo se ne parlerà di nuovo tra qualche giorno. Con il rischio che tutto possa di nuovo complicarsi.
Ad ogni modo continuano le grandi manovre anche su altri fronti tra mosse ufficiali e suggestioni nazionali. Per quanto riguarda il quadro regionale, con il rimpasto della giunta sempre sullo sfondo, nelle ultime ore ci sarebbe stata la disponsibilità comunicata da Castelgrande a Luongo di dimettersi da consigliere regionale qualora fosse nominato assessore. Decisione che fa il paio con quella dichiarata in piazza a Rapolla (durante la festa Pd a fine agosto) dal capogruppo del Pd Cifarelli. Lo stesso sarebbe anche pronto a fare il consigliere socialista Pietrantuono. Al loro posto - se diventassero assessori - entrerebbero in Consiglio regionale i primi dei non eletti: Molinari per castelgrande, Bellitti per Cifarelli e Bocchicchio per Pietrantuono nel Psi. Una ipotesi che se da un lato potrebbe semplificare il lavoro di Pittella dall’altro comunque sbilancerebbe la presenza in Consiglio a favore della corrente Speranza (Bellitti e Molinari). Tanto più che da ambienti renziani si è subito fatto notare che la nomina del defilippiano Castelgrande ad assessore regionale porterebbe De Filippo in questa fase ad “incassare” un assessore comunale (Celi) e uno regionale (Castelgrande). Sempre da ambienti renziani hanno fatto sapere: «Troppo se vuol restare sottosegretario di Stato». Insomma si va avanti a scatti: un passo avanti e uno dietro.
Per passare poi alle “suggestioni” si parla anche di nuovi equilibri che potrebbe determinarsi, sempre nel Pd regionale, per quanto riguarda il sostegno al segretario Luongo. C’è chi parla anche di un possibile cambio di riferimento nazionale per lo stesso Luongo. Da Bersani ad Orfini (renziano). Ovviamente questo comporterebbe una sorta di rivoluzione totale. Ma intanto c’è chi ne parla anche se sembra più possibile un avvicinamento del materano Santochirico allo stesso Orfini (presidente dell’assemblea nazionale) che potrebbe magari fare da apripista. Si vedrà. Intanto nel Pd lucano è iniziato un mese decisivo.
s.santoro@luedit.it

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