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L’autogol del Pd sul trasporto
Sit in rinviato per «varie motivazioni»

Basilicata

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POTENZA - «Motivazioni varie», ha spiegato il capogruppo potentino del Pd, Giampiero Iudicello, che così ha provato a glissare sul dietrofront fatto nella mobilitazione per il caos trasporti. La manifestazione, convocata per denunciare il disagio di contrade e periferie mal collegate al centro urbano, è stata rinviata a data da definire.
Una decisione comunicata con poche righe attraverso una nota ufficiale firmata da Iudicello, che del Pd è anche segretario cittadino. Ai più la scelta è apparsa una “toppa peggiore del buco” visto che la manifestazione aveva sollevato molte critiche tra cittadini e avversari politici.
Ma davvero il Pd che per anni ha governato la città protesta per il servizio? Gioco facile quello degli avversari nel richiamare il paradosso. In un momento, poi, molto critico per il partito.
Da un lato il caos interno che impedisce l’equilibrio politico e ingarbuglia (fa e disfa) la trattativa sul governo cittadino con il sindaco Dario De Luca. Dall’altro un fronte di scontro sempre aperto sul passato e sulla passata amministrazione Santarsiero, sotto i riflettori della Procura per la gestione dei fondi e dei servizi, a partire proprio da quello del trasporto pubblico locale.
La manifestazione, convocata in fretta, pubblicizzata poco e comunicata male è diventata un autogol per il Partito Democratico di Potenza.
«Ora io posso capire tutto, che il servizio di trasporto pubblico non è perfetto, che si protesta per un disservizio, ma non posso capire che il Pd organizzi una manifestazione di protesta», ironizzava Donato Ramunno dirigente di Fratelli d’Italia. E così ricordava che il Pd guidava la città quando il servizio di trasporto costava 16 milioni di euro all’anno.
Senza contare che il nuovo piano della mobilità - quello sotto accusa oggi - non è stato certo osteggiato dal Pd che all’epoca scelse di astenersi. Analoghe accuse dai colleghi consiglieri. Mario Guarente (Liberiamo la città) faceva notare di aver proposto alcuni emendamenti dedicati proprio alle contrade: proposte non recepite perché suggerite da una forza di minoranza.
Il dietrofront è stato forse una mossa peggiore.
Il volantino era pronto da giorni, diffuso qua e là nelle contrade e ribaltato su diverse bacheche online. «La città e le aree rurali sono senza collegamenti». La cittadinanza è invitata. Tutto pronto. Anzi no. Tutto annullato dopo una riunione del gruppo consiliare. «Il gruppo ha deciso così», ha spiegato Iudicello. Il gruppo del Pd ha deciso così, «per motivi logistici e motivi più ampi».
Di condivisione, magari. Peccato che nel frattempo fossero persino state chieste le autorizzazioni per il sit in piazza. Non le aveva chieste il Pd?

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