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Cittadini infuriati per i disagi del trasporto
«Dov'era Iudicello quando protestavamo»

Basilicata

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NON una parola. Almeno non quando sarebbe stata non solo opportuna, ma auspicabile. «Perché – chiedono alcuni cittadini delle zone rurali - il capogruppo del Pd Giampiero Iudicello non era con noi quando abbiamo protestato davanti alla sede del Comune, in via Nazario Sauro, per tutti i problemi che avevamo con il trasporto? Perché allora non ha proferito parola?».
E non giustificano nemmeno l’astensione al voto a febbraio in consiglio comunale, quando passò il piano attuale, che Iudicello in una nota di qualche settimana fa spiegava così: «La nostra proposta era altra: riprendere l’ultimo Tpl votato nel 2010 in consiglio comunale, Tpl che aveva una filosofia di fondo e che aveva alla sua base studi e raccolta di esigenze fatta in maniera “scientifica”, e operare su quello, stralciando i chilometri aggiunti con la delibera di Giunta che prorogava la gestione del servizio al gestore Cotrab e procedendo a tagli orizzontali in base alle risorse disponibili. Si sarebbe limitato il numero delle corse, ma garantito, a nostro parere, un servizio più efficiente a copertura dell’intero territorio raggiungendo al tempo stesso l’obiettivo del contenimento della spesa. La nostra proposta non è stata ascoltata».
Perché «quell’astensione – dicono ancora i cittadini – non era per il bene della comunità, ma per il bene loro, per mantenersi le poltrone».
Sono davvero infuriati i residenti delle zone rurali di Potenza a seguito della manifestazione di protesta indetta dal Pd in consiglio comunale per oggi, poi revocata, contro il trasporto pubblico locale. «Anche questa tarantella – continuano - i manifesti appesi senza che noi fossimo minimamente coinvolti e poi la revoca a data da destinarsi. Sono tutti dei buffoni, dovrebbero andarsene a casa». In questi giochetti politici, infatti, ciò che più fa infuriare i cittadini sono i disagi, che permangono e non vengono risolti.
Alcune contrade continuano ad essere fortemente penalizzate, specialmente per la riduzione delle corse. Gli studenti continuano ad arrivare in ritardo a scuola, problema che riguarda tutta la città, tant’è che gli studenti dell’Itis A.Einstein ancora non fanno la sesta ora a causa della mancata coincidenza dei pullman, sia urbani che extraurbani, e le navette di piazzale della Costituzione.
E ancora, l’annullamento della fermata all’interno del Campus universitario di Macchia Romana con lo spostamento del capolinea all’ospedale San Carlo, costringendo i ragazzi a percorrere un lungo tratto a piedi, in salita e in una zona poco illuminata.
All’ospedale, poi, continua a regnare il caos a causa dei lavori per la realizzazione del parcheggio. A tutto ciò si aggiunge il ponte attrezzato, ancora chiuso, e la circolare Tammone – del vecchio piano, istituita per collegare il Serpentone alle scale mobili Santa Lucia – che continua a circolare vuota visto il totale annullamento dell’intermodalità.
Il quadro si completa, infine, con il mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti Cotrab che, rispetto agli ultimi accordi intercorsi in prefettura, hanno percepito solo la quattordicesima. Insomma, un intervento è necessario «ma non per questo – concludono questi cittadini – possiamo essere strumentalizzati dalla politica».

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