Salta al contenuto principale

Il Pd di Potenza in crisi di credibilità
Tra trattative di giunta e congresso

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 46 secondi

SUL terreno scivoloso della crisi cittadina di Potenza, il Partito democratico continua a dare pessima prova di sé. Il dramma sembra direttamente proporzionale: più la situazione amministrativa si complica, più il partito si rivela inadeguato a gestirla.
Meno convincente delle beghe interne a cui da qualche anno a questa parte il Pd ci ha abituato, poteva esserci solo l’ambiguità che sta accompagnando quella sembra avere sempre più l’aspetto di una trattativa privata con il sindaco De Luca. Non sui contenuti delle attività per portare il capoluogo di regione fuori dal burrone in cui è precipitato, ma su nomi e volti da dare al nuovo Esecutivo. Con il segretario regionale che sta provando a tessere la trama, scavalcando anche gli organismi cittadini. Ad alimentare un’immagine di scarsa trasparenza e di logiche personalistiche che i cittadini alle urne hanno già mostrato più volte di non gradire.
Traballante, almeno per ora, l’intesa Luongo - De Luca, tace il capogruppo cittadino, Iudicello, che, in predicato di un posto da presidente del Consiglio o vicesindaco, si guarda bene dal rivendicare le prerogative da segretario. Tacciono anche gli altri consiglieri comunali. La trattativa prosegue per le vie ufficiose ed è probabile che il fine settimana si riveli determinante per portare consiglio alle due parti a confronto, che fino a ora non sono riusciti a trovare la quadra sul numero degli assessori.
Gli unici a farsi sentire in queste ore, i consiglieri Carretta e Lovallo (area Santarsiero) che muovono un’opposizione che appare abbastanza fondata: se la discussione sul partito cittadino, dopo un stand by durato di più di un anno, è stata fissata per l’8 novembre, chi e a che titolo decide sugli assetti di Governo? Si può opporre che Potenza non può attendere i tempi che il partito cittadino si è dato. Ma anche in questo caso sarebbe bastato anticipare il congresso.
Se le domande sono legittime, la risposte latitano. Almeno su questo, e in controtendenza rispetto alle dinamiche solite, questa volta sembra esserci una certa condivisione: a nessuno conviene offrirne.
Il gruppo cittadino, “distratto” rispetto a quello che è il tema cardine, si mostra impegnato su altri fronti. In questi giorni, anche più del solito, sono diverse le iniziative intraprese. Prima il tentativo di “cavalcare” la protesta dei cittadini della periferia penalizzati dal servizio di trasporto, per altro rientrato per motivi non meglio specificati ufficialmente, ma che appaiono ben chiari all’opinione pubblica, anche dopo i sonori attacchi delle opposizioni: proporsi come capo popolo su una problematica che affonda le radici nella precedente amministrazione avrebbe potuto riverlarsi un boomerang.
Fallito il tentativo di sintonizzarsi con il malessere dei cittadini e farsene portavoce, il capogruppo e segretario cittadino ci riprova, su un altro argomento. Ieri, l’attenzione di Iudicello è ricaduta su Palazzo D’Errico e sulla destinazione d’uso che si propone di dare alla struttura, a ristrutturazione quasi ultimata.
Temi, quelli sollevati, di tutto rispetto che però non bastano a ridare credibilità a un partito ormai da tempo in grosso debito di fiducia nei confronti dei cittadini. E che ancora una volta decide di scegliere la scorciatoia che a lungo andare potrebbe non portare troppo lontano. 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?