Salta al contenuto principale

Potenza, Pittella pronto a staccare la spina?
Le dichiarazioni che mettono in discussione la mediazione di Luongo

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 51 secondi

IL presidente Pittella pronto a staccare la spina al Comune di Potenza e alla (troppo) lunga fase di mediazione che sta accompagnando la formazione della nuova Giunta con l’ingresso del Pd. Solo un sfogo, quello del governatore, dettato anche dal nervosismo che sta incassando, in maniera parallela, sul fronte del petrolio, o un ultimatum che potrebbe avere presto conseguenze concrete? La cosa certa è che il presidente della Regione - che, domenica pomeriggio, aveva affidato il suo pensiero al tweet “Terreno scivoloso, poca Potenza nelle gambe, azione stanca #fuorigioco” - a voce, in un’intervista rilasciata a Trm, conferma: il riferimento - intessuto di metafore calcistiche che tanto piacciono al governatore - è proprio alla città capoluogo. E ne conferma anche il tenore: «Si decida subito o è meglio tornare al voto. La città ha bisogno di chi costruisca il suo futuro». Mentre la fase di stallo che si registra in quella svolta politica che necessariamente avrebbe dovuto accompagnare il risanamento economico reso possibile dai trasferimenti garantiti dalla Regione «è qualcosa che francamente non capisco». Ed esplicita meglio il concetto: «Abbiamo messo in campo uno sforzo notevole per sostenere Potenza e i suoi cittadini. L’infinita mediazione non giova alla città. Ora è il tempo di governare. Se non si ha la lungimiranza e il coraggio di decidere subito meglio rimettersi al parere dei cittadini». Pittella suona così la sveglia a chi sta prendendo tempo, «quasi – dice – per non trovarsi in fuorigioco, in posizione irregolare». Ma con chi ce l’ha il governatore? Con il segretario regionale del Pd, Antonio Luongo, che sta conducendo la “trattativa” con il sindaco De Luca? O proprio con quest’ultimo che al momento di chiudere l’intesa ha alzato le pretese, per tenere dentro pezzi dei suoi che non è disposto a perdere?
Il primo, comunque, sembra non aver gradito troppo le dichiarazioni del governatore. Ed è facile comprenderne il motivo, visto che il tenore dell’intervento sembra quasi sconfessare l’azione di mediazione del segretario regionale. Del resto, nella “fuga in avanti” (come l’hanno definita i santarsierani) il segretario che ha scavalcato gli organismi dirigenti comunali per seguire direttamente la trattativa per la città, aveva trovato la maggiore legittimazione soprattutto nell’area renziana del partito. Lo stesso Lungo, nel comunicato che annunciava il rinvio del congresso cittadino (successivamente fissato per il prossimo 8 novembre) precisava chiaramente che si trattava di una decisione assunta “d’intesa” con il presidente Pittella.
E’ allora probabile che il richiamo del governatore a fare presto fosse rivolta, anche se in maniera indiretta, a quel pezzo di partito - soprattutto i seguaci dell’ex primo cittadino del capoluogo - chiede invece di rinviare la formazione del nuovo esecutivo al post congresso. O ancora, guardando anche agli equilibri politici nazionali, potrebbe esserci di mezzo anche la grinta con cui Roberto Speranza è tornato a sottolineare le distanze rispetto a Renzi, che non manca di produrre effetti anche in Basilicata. Ma soprattutto - appare evidente - l’aut aut del presidente della Regione sembra essere rivolto proprio al sindaco De Luca che, in fondo, è ancora al suo posto, nonostante il reiterato rischio di commissariamento, proprio grazie all’intervento della Regione. Anche se per il diretto interessato la lettura non è questa: «Non credo proprio che ce l’avesse con me - replica il primo cittadino al Quotidiano - Semplicemente perché non ne avrebbe alcun motivo, visto che sono pronto pronto, prontissimo, da circa un millennio». Fatto sta anche il fine settimana da cui si aspettava potessero emergere soluzioni risolutive è trascorso senza novità di rilievo. La trattativa Lungo-De Luca è rimasta ferma a più di una settimana fa, quando il dialogo si è interrotto sul numero degli assessori. Con il sindaco che - a differenza di quanto si aspettava il segretario del Partito democratico - ha chiesto di poter indicare quattro assessori. «Una trattativa - spiega ora De Luca - si può fare solo in condizioni paritarie. Non so perché si fossero fatti un’idea diversa». Da allora, tutto e tutti tacciono. Tranne lui, il governatore, che seppure con intervento inatteso che per i toni finirà per agitare le acque, anche dentro al partito, ora sembra non starci più: l’attesa è durata anche troppo, senza soluzioni politiche veloci, è meglio che la parola passi ai cittadini.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?