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Ammutinamento Pd a metà
L'infinito tentativo di mediazione di Luongo

Basilicata

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POTENZA - I segretari di circolo tentano l’ammutinamento che riesce solo a metà. Di certo non è un buon momento per il segretario regionale del Pd, Antonio Luongo. L’aver dilatato le decisioni - in attesa che le cose si mettessero apposto quasi da sole auspicando addirittura una sponda nazionale - si sta dimostrando un boomerang.
Il Pd è in fibrillazione su quasi tutti i livelli e allo stesso Luongo arrivano messaggi di rammarico o vere e proprio critiche per il proprio operato un giorno sì e l’altro pure. Al netto della vicenda potentina con le trattative per la composizione della nuova giunta comunale che allungandosi mostrano tutte le crepe di un assetto abbastanza pasticciato - con in ultimo anche Pittella che sbotta - è il Pd nel suo intero sistema che sta andando in pezzi.
I nodi cominciano a essere troppi. Il primo: questione petrolio con posizioni differenti a seconda di come si chiami il leader di riferimento e con la segreteria regionale che si guarda bene nello sposare una o l’altra linea preferendo una posizione di silenzio.
Il secondo: rimpasto di giunta regionale che annunciato nella primavera scorsa continua a essere un mistero. Si farà? Non si farà? E se sì quando? Troppe incertezze per non far fibrillare il castello.
Il terzo: a 14 mesi dalla conclusione del congresso regionale - che pure era stato un vero e proprio travaglio andato avanti per mesi - ancora non sono stati composti gli organismi. Oltre a Luongo che pure fu eletto segretario attraverso una serie di equilibri “alchemici” - a fronte di un risultato delle primarie congressuali che lo avevano visto arrivare secondo alle spalle di Luca Braia - non c’è nessun organismo composto. Non c’è il presidente dell’Assemblea, come non esiste un vice di Luongo, una segreteria e nè tantomeno una Direzione. E al netto delle oggettive difficoltà che Luongo ha affrontato nel tentare di mettere tutti d’accordo tutte le correnti e i capibastone del Pd lucano resta che 14 mesi sono un periodo enorme per una “vacatio” degli organismi dirigenziali post congresso. In un partito normale le regole avrebbero da un pezzo mandato tutto a monte.
I motivi di fibrillazione che potrebbero essere citati sarebbero anche altri oltre ai tre citati. Detto questo, si comprende bene come la base stia iniziando a spazientirsi. Base di cui sono punta avanzata i segretari dei circoli comunali. Loro pur capendo, evidentemente, le difficoltà dei quadri apicali del partito a trovare una quadra sono mesi che lanciano l’allarme. Non a caso le Feste democratiche dell’estate scorsa nei vari comuni dove si è riusciti a farla, sono state aperte quasi dappertutto con una serie di richieste al partito di coinvolgere maggiormente i territori. Non sfugge oltretutto che in molti altri comuni le sedi delle sezioni del partito democratico sono praticamente deserte o quasi mai funzionanti.
Per questo nei giorni scorsi era circolata la voce della volontà dei segretari di circolo di autoconvocarsi per far fronte comune contro il silenzio del Pd regionale sulle varie questioni inerenti al territorio e in particolar modo al continuo rinvio dell’assemblea regionale attesa ormai da mesi per la elezionione degli organismi dirigenziali.
E si è appreso quindi che non erano solo voci quelle dell’autoconvocazione. In pratica tutto sarebbe scoppiato su un gruppo di Whatsapp creato dal Pd regionale per mettere in contatto i vari segretari di circolo. Su quella piattaforma digitale quindi sarebbero stati tanti gli “ok” ad autoconvocarsi. Si è passati quindi alle mail e alle lettere. Fino a quella che comunicava al segretario Luongo (vedere foto in pagina) la notizia dell’autoconvocazione (tecnicamente si chiedeva al segretario di avallare data e luongo per rispettare la forma). Alla fine però c’è stata una mediazione. La riunione segretari di circolo (in totale sono 131 come i comuni lucani) doveva svolgersi ieri pomeriggio. Luongo alla fine però è riuscito a mediare. Ricevuta infatti, la lettera in cui veniva informato dell’autoconvocazione è riuscito a convincere i rappresentati del Pd dei Comuni a non alzare ancora di più il livello delle polemiche visto già tutto quello che sta già succedendo. E così (con qualche pressione dei vari big inevitabile) è stato deciso per una riunione che si svolgerà domani mattina alle 10 sempre nella sede del Pd a Potenza. Riunione però ristretta solo a una delegazione di segretari di circolo: quelli che rappresentano le 11 aree programma (le ex comunità montane). Ma anche su questo si rischia la polemica con altri segretari che si presenteranno lo stesso evidentemente non sentendosi rappresentati dal segretario di circolo della sua macroarea.

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