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«Ma quale ammuina, serve un partito »
I delegati di area Lacorazza attaccano Luongo

Basilicata

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POTENZA - Il malessere strisciante era emerso, anche se non ufficialmente, già alla notizia del rinvio del congresso cittadino. Quando, Lacorazza aveva chiamato i suoi a raccolta in una riunione d’area che rivendicava un partito più concreto, attivo e soprattutto libero da certi condizionamenti, anche rispetto agli equilibri politici nazionali. Questa volta c’è anche un documento ufficiale, sottoscritto da tredici dei delegati regionali di area Paradiso, vicini al presidente del Consiglio regionale. Per lamentare, di nuovo, un partito incapace di ritrovarsi nei luoghi idonei alla discussione e al confronto. E allora - attaccano i delegati - ben venga la discussione promossa dal gruppo in Consiglio regionale su masterplan e patto Matera Basilicata 2019. Senza dimenticare, però, «che i luoghi deputati alla discussione sono quelli del partito, formali e legittimati ad assumere orientamenti e decisioni». Quindi, l’attacco diretto al segretario regionale, Antonio Luongo, che l’altro giorno è stato protagonista di un’iniziativa che ha fatto discutere: nell’incontro con i segretari di sezione, ha regalato loro una pergamena dell’articolo 27 con sopra scritto “Facite ammunina” del “Regolamento della Real marina del Regno delle due Sicilie del 1841”. Iniziativa che fa ha fatto discutere, appunto, non tanto per la natura della cosa in sè, quanto per il fatto che a distanza di 14 mesi dalla elezione del segretario regionale, non sono ancora stati nominati gli organismi statutari. Senza contare le altre lacune di una forza politica che sembra sempre meno capace di incidere sulle questioni calde del momento. Ed è proprio su questo che i delegati firmatari del documento ora affondano: «Non ci si lamenti dell'ammuina”, ma si convochi l'assemblea anche per nominare gli organismi dirigenti e aprire il dibattito. Si offra la possibilità di un confronto chiaro e responsabile sulle decisioni che saranno determinanti per la Basilicata». Quindi il monito: «Gli equilibrismi devono lasciare il passo ad un partito che è tale anche se capace di orientare ed indirizzare scelte di fondo». Anche perché i temi che la Basilicata si trova ad affrontare sono importanti, la centro din un dibattito nazionale forte. Tali da richiedere un approfondimento corale e condiviso da parte di un partito come quello democratico: dal percorso referendario, alle discussioni in programma in Consiglio regionale su Masterplan e Patto Matera Basilicata 2019.
«Ma fatti e snodi così rilevanti - continuano i delegati - non possono essere lasciati, a 14 mesi dal congresso, al contributo delle singole personalità del PD lucano». Chiedono quindi una discussione più ampia, aperta, che coinvolga l’intero gruppo dirigente, al centro e sul territorio.
Non è di certo secondario il dibattito che riguarda la città di Potenza, anche dopo il flop della Giunta delle larghe intese. «Occorre evitare ulteriore confusione sulle vicende amministrative». Il congresso cittadino convocato per l’8 novembre prossimo, «non può essere improvvisato, va preparato e guidato».
«Il PD della città - conclude il documento dei delegati vicini a Lacorazza - dovrà sciogliere il nodo sulla prosecuzione della legislatura e provare a far emergere l'idea di città che vuole portare avanti. Se davanti a queste sfide, così impegnative, non si trova la forza e la volontà di discutere e ritrovarsi viene meno il ruolo stesso del partito». 

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