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IL COMMENTO
La favola di verri e del lupo Emiliano

Basilicata

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NON ci resta che piangere. L’addio di Paolo Verri a Matera 2019 ha generato un film a metà strada tra lo psicodramma e la commedia romantica. Ancora non è chiaro cosa succederà e, nel silenzio, tutte le opzioni sembrano praticabili. Persino la folle ipotesi di un incarico part time per Verri, magari con un ruolo diverso da quello di direttore della Fondazione. Sta di fatto che la raccolta firme e l’accorato appello rivolto, non si sa a chi, per la permanenza del direttore della Fondazione, spostano pericolosamente l’obiettivo dalla necessità di accelerare il percorso di trasformazione di Matera in una capitale europea, alla leadership di questo programma. Così accade che anche dall’antica e lontana capitale del Regno di Sardegna si alzano grida di dolore: “L’idiozia non si è fermata a Eboli” dicono da un blog di cultura (addirittura). Già, l’idiozia è un blob inarrestabile e sfortunatamente ha anche superato a Nord i confini di Pinerolo. Anche perché da quelle parti, Paolo, lo hanno silurato due volte senza che nessuno alzasse un solo dito. Storie dimenticate.
Quello che conta è che Paolo se n’è andato. Ha preso il treno che lo porterà in un tempo record di 85 minuti nel capoluogo, quello vero. Quello da cui partono le decisioni importanti. Lì i gladiatori li usano per fare spettacolo. Nel capoluogo della Magna Puglia c’è l’imperatore Emiliano, l’alternativa più credibile a Renzi nel Pd. Circa sette milioni di abitanti, un turismo da anni in crescita grazie al Salento ma anche al rinnovato slancio dell’area a Sud di Bari. Da quelle parti i manager li trattano bene. Ci sono 200mila buoni e concreti motivi per scegliere Bari.
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha twittato: “Ho scelto Paolo (Verri) per mettere la Puglia al servizio di Matera 2019”. A pensar male, andreottianamente, suonerebbe meglio il contrario, ma come si fa a deludere i materan-baresi in solluchero per la terra promessa e pronti a farsi abbracciare dai fratelli pugliesi al grido di: basta Potenza, vogliamo la paranza. Per di più se il sindaco di Bari, Antonio De Caro, sembra essere persino pronto a preparargliela. In un convegno alla presenza del Ministro Franceschini e dello stesso Governatore Emiliano parlando del 2019 ha sottolineato: “E’ un evento anche per noi baresi, che la consideriamo (Matera, ndr) una sorella più piccola. Dopotutto in quell’occasione dovranno tutti passare da Bari”. Ecco, appunto. Una sorellina ingenua. Un paesino che se avesse il mare sarebbe una piccola Bari, un po’ come Parigi. Popolato da abitanti culturali timidi ed entusiasti come gli indios che accoglievano Cortés con fiori e canti prima di essere presi a cannonate.
Se queste fossero le vere premesse, viene da chiedersi che ruolo avrebbe Matera in una grande Puglia. Forse sarebbe solo un’escursione.
Morale della favola: è possibile pensare che Verri (inconsapevolmente) vada a Bari seguendo un preciso disegno politico e che questo disegno sarebbe completo se si pensasse ad un ruolo part-time da consulente per Matera 2019? L’amore di Verri per Matera è indiscutibile ma riuscirebbe a gestire i due ruoli senza farli entrare in conflitto? Dubbi inutili, perché in fin dei conti chi è disposto a credere alla favola fantasiosa e un po’ provinciale del lupo Emiliano e del Cappuccetto rosso lucano? Forse nessuno. Meglio piangere. Dà più soddisfazione.

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