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Paolo Verri alla corte di Emiliano
Guadagnerà 120 mila euro all’anno, più premialità

Basilicata

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ARRIVA la delibera della Giunta regionale tanto attesa, Paolo Verri è stato nominato direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio per la Regione Puglia.
Michele Emiliano ha ratificato, assieme alla sua Giunta, la scelta dell’ormai ex direttore della Fondazione Matera-Basilicata2019 quale dirigente per il proprio Dipartimento. Verri supera una schiera lunga e complessa di contendenti, che avevano partecipato al Bando redatto sul modello “Maia” (Modello Ambidestro per l’Innovazione della Macchina Amministrativa regionale) dello Statuto della Regione Puglia. Oltre cento le domande pervenute agli uffici baresi dell’amministrazione regionale delle quali ben 93 ammissibili.
Verri, come da Delibera numero 1740 del 12 ottobre 2015, è stato scelto per il suo curricula, che tra le altre cose evince l’attività professionale svolta nell’ambito della promozione della cultura e della valorizzazione del territorio; perchè autore di saggi sullo sviluppo urbano, mass media, letteratura, musica e semiotica; per la sua attività di consulenza nella programmazione culturale con particolare spicco per la progettazione del percorso che ha portato Matera a vincere il titolo di Capitale Europea della Cultura e per i suoi ruoli all’interno di associaizoni e fondazioni culturali.
Un mix perfetto per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e per il suo staff, che riconosceranno all’ex direttore della Fondazione Matera-Basilicata2019 un compenso lordo di 120 mila euro all’anno, oltre ad una premialità di 30 mila euro per il raggiungimento degli obiettivi.
Avrà una durata di tre anni e, comunque, lo stesso non potrà andare oltre la legislatura Emiliano.
Un salto di qualità per il dirigente e epserto che ha portato sul tetto d’Europa la città dei Sassi grazie alla fattiva collaborazione con la stesura del Dossier e il percorso intrapreso verso il 2019. Un percorso che ora resta nelle mani di Pittella e De Ruggieri.

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