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Paradossi e tradimenti all’ombra del Comune
FdI che accusava De Luca per i rapporti con il Pd, lo riabilita

Basilicata

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POTENZA – Se la crisi di Potenza è ormai stabilmente critica, in continua evoluzione sono invece alleanze, equilibri e rapporti politici. Ha provocato qualche stupore la notizia di un nuovo “patto” tra De Luca e Fratelli d'Italia, emersa al margine del lungo incontro che si è svolto a Palazzo di Città, lunedì scorso.
La città che si aspettava a stretto giro un assetto completamente stravolto a Palazzo di Città, in pochi giorni si è ritrovata davanti a una situazione opposta a quella prospettata da tempo.
Il sindaco che fino a una settimana fa “trattava” con il segretario regionale del Partito democratico, Antonio Luongo, adesso dialoga nuovamente con Fratelli d'Italia, dopo quasi un anno di gelo.
Il partito che accusava il primo cittadino di “aver abbracciato mortalmente” i democratici, pur di rimanere al suo posto, adesso riabilita De Luca. Finendo a sua volta di essere tacciato per traditore, per la spallata, non indolore, agli alleati del centrodestra: solo qualche settimana fa, Fratelli d'Italia li aveva chiamati a raccolta con la proposta di una rinnovata azione comune. Ma quando è stato il momento di fare un passo in avanti, il partito di Rosa lo ha fatto da solo.
L'irritazione della lista civica “Per la città” che fa capo a Vincenzo Belmonte e che ha sostenuto la corsa del sindaco alle amministrative dell'anno scorso, si era già palesata all'indomani della nomina dei nuovi assessori. In Giunta, De Luca non ha provveduto alla sostituzione della defenestrata titolare della delega alla Cultura, Margherita De Francesco. A differenza di quanto è accaduto per Fratelli d'Italia che, dopo le dimissioni di Pepe (eletto sindaco a Tolve) ha incassato la nomina di Rocco Coviello, la civica è rimasta di fatto a bocca asciutta.
E pare che ora non abbia gradito affatto nemmeno il “tradimento” di Rosa, che dopo aver proposto centrodestra (con l'esclusione di Forza Italia che non ha aderito all'appello) con l'ipotesi di rinnovata alleanza, quando la mediazione Luongo-DeLuca era ancora in corso, non si è fatto problemi a scavalcare gli altri.
Nel frattempo, il capogruppo e segretario cittadino del Partito democratico, Giampiero Iudicello, fino a qualche giorno in predicato di un posto in Giunta o da presidente del Consiglio, in aula, lunedì scorso, prendendo atto nel nuovo esecutivo, ha ribadito l'appoggio all'azione amministrativa di De Luca, a patto di “provvedimenti valutati positivamente”.
Su una cosa sono tutti d'accordo, almeno a parole: si ragioni sui programmi e non sui nomi. Eppure, a giudicare dalla facilità con cui si riescono a stringere accordi con una indifferenza rispetto a quale sia la parte politica coinvolta, sembra che dei programmi non sia neppure l'ombra. A meno di non dover concludere che le idee per la città di Pd e FdI siano esattamente le stesse.
Seguire i continui spostamenti da una parte e dell'altra non è certo facile. In questo quadro così complesso, di intrighi e sovrapposizioni, anche ritrovarsi casualmente a cena nello stesso posto può diventare fonte di sospetto. E’ successo lunedì sera, quando il presidente Marcello Pittella è stato avvistato nello stesso ristorante in cui si trovava anche il neo assessore Rocco Coviello. Il luogo dell'incontro, generalmente molto frequentato, avrebbe discutere a priori la possibilità di un confronto politico. Ma la voce maliziosa si è diffusa lo stesso. Tanto che la cosa è stata anche simpaticamente ripresa dall’assessore nella seduta consiliare di ieri: “Dario è successo solo una volta, giuro che non accadrà più” ha detto, ironizzando, al suo ingresso in aula. L’episodio è comunque la conferma di quanto il clima alimenti suggestioni.
“Potenza kafkiana” è quella del senatore Margiotta che così da twitter commenta le evoluzioni politiche del capoluogo, sottolineando “le contraddizioni di una situazione paradossale”. E se lo dice uno dei maggiori protagonisti di questa trama ricca di intrighi, facile immaginare quale sia la percezione di chi è solo semplice spettatore.

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