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Tanti aspiranti ma un solo posto
La Basilicata passa da 7 a un senatore

Basilicata

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POTENZA - In questo momento sono sette i lucani al Senato: Emma Fattorini, Filippo Bubbico e Salvatore Margiotta (Pd); Giovanni Barozzino (Sel); Vito Petrocelli (M5s), Guido Viceconte (Ncd); Tito Di Maggio (PpI). In futuro saranno solo due “grazie” alla Riforma del Senato voluta da Renzi. Ieri sera a Palazzo Madama il primo round l’ha vinto il premier e la sua maggioranza. Ma si tratta del primo passaggio. Ora le due Camere dovranno rivotare, poi si dovrà passare dal referendum popolare e la Consulta si dovrà pronunciare. Per far tutto servono dei tempi tecnici: minimo si arriverà al 2017. Ma in ogni caso il governo nazionale ha mostrato la volontà ad andare avanti nonostante le resistenze delle opposizioni: ieri al Senato si è visto di tutto con proteste, insulti, gesti poco ortodossi e tanto altro.
Di certo ora si è compreso meglio come sarà il nuovo Senato. La prima importante novità è che i senatori scendono nel numero: saranno solo 100 di cui 95 eletti (21 devono essere sindaci e uno per regione) e 5 decisi dal Presidente della Repubblica. Spariscono anche i senatori a vita. Decisa quindi anche la ripartizione per regioni secondo dei calcoli demografici. Sono dieci comunque le regioni che esprimeranno solo due senatori. Tra loro anche la Basilicata naturalmente.
Da un punto di vista costituzionale la riforma prevede la fine della parità tra le due Camere, che accompagna l'Italia repubblicana fin dalla sua nascita. Da un punto di vista tecnico il nuovo Senato della Repubblica rappresenterà le istituzioni territoriali. I senatori non verranno più eletti durante le elezioni politiche, ma in forma comunque diretta durante le elezioni regionali. In Basilicata le prossime elezioni dovrebbero svolgersi nell’inverno del 2018.
In quella occasione verranno scelti i due senatori lucani. Probabile che ciò avvenga attraverso un listino apposito con le preferenze: il più eletto dovrebbe rivestire la carica contemporaneamente sia di consigliere regionale che di senatore senza nessun vantaggio in termini economici ma con il privilegio dell’immunità parlamentare. Mentre il secondo sarà scelto tra i 131 sindaci lucani (il meccanismo ancora non è chiaro ma a naso potrebbe anche in questo caso essere deciso tutto attraverso un listino apposito). Ovvio che per i dettagli precisi c’è da attendere i vari passaggi che attendono la riforma sia in Parlamento che poi attraverso il referendum.
Ovviamente non è difficile immaginare che per quel posto da senatore - consigliere si apriranno sfide all’ultimo sangue. Anche perchè non è garantito che l’eletto sia del partito di maggioranza regionale. Il seggio scatterà rispetto alla maggioranza nazionale: se in Italia vince il centrosinistra sarà del centrosinistra se invece a vincere saranno quelli del centrodestra e del Movimento 5 stelle sarà uno di loro. In buona sostanza per il Pd lucano la questione diventa complicata. Oggi i parlamentari lucani (senatori più deputati) sono sei compresa la Fattorini. In futuro il numero sarà probabilmente ridotto della metà. Contando che oltre agli uscenti (i deputati Speranza, Folino e Antezza più i senatori Bubbico e Margiotta) ad ambire a una poltrona a Roma per il prossimo giro ci sono politici del calibro dei Pittella, De Filippo, Lacorazza si capisce senza troppo sforzo che la partita sarà delicatissima. Un paio di posti sicuri per il Senato sarebbero stati “manna dal cielo”. Ma non è così. E quindi le fibrillazioni interne al Pd e al centrosinistra lucano attuale rischiano di essere solo un piccola battaglia rispetto alla “guerra” che si “combatterà” tra un paio di anni.
s.santoro@luedi.it

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