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Il Pd, Matera 2019 e l'idea di Basilicata
Emergenze politiche del momento (da affrontare)

Basilicata

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POTENZA - Inizia il conto alla rovescia. Venti giorni per mettere fine a una situazione di stallo che si trascina da ben oltre un anno o si salvi chi può. Marcello Pittella ieri durante la conferenza che si è svolta nella sala della giunta regionale a Potenza, ha lanciato messaggi chiari. A Verri su Matera 2019, al “suo” Pd e a De Luca su Potenza città.
Il messaggio con una scadenza più precisa e con un finale difficile da immaginare l’ha lanciato al suo partito. E in particolare al segretario regionale Antonio Luongo. Pittella senza tergiversare è andato subito al nocciolo della della questione: «In questi due anni, di lacrime e sangue, in cui tante cose sono state fatte per la Basilicata, il grande assente è stato il Pd, il mio partito. Ora basta però. E’ arrivato il momento di cambiare rotta». Senza lasciare il tempo ai giornalisti di capire che la questione si faceva “pesante”, Pittella ha proseguito: «Nei prossimi 20 giorni chi vuole fare opposizione tolga il velo e il partito si metta in sintonia con l’azione del governo regionale perché non si può più andare avanti così».
Se non bastasse il governatore lucano ha anche detto senza mezzi termini: «Basta con la politica dei doppi forni. Non è più possibile continuare, come pensa di fare qualcuno un’azione politica di lotta e di governo».
Nella sala della giunta, i giornalisti seduti intono al tavolo ovale hanno iniziato a guardarsi. Con chi ce l’aveva: Lacorazza? O con Folino? O ancora con Bubbico.
Ma intanto il presidente della Regione ha proseguito con i “siluri”. Fino a chiarire: ««Se non cambierà nulla nei prossimi 20 giorni, mi rivolgerò a Guerini e Serracchiani perché prendano in considerazione la situazione del partito in Basilicata».
Che tradotto vuol dire che chiederà ai vice segretari nazionali del Pd di intervenire. In buona sostanza la minaccia non velata è quella della richiesta di commissariamento (che però Pittella non ha citato) del Partito democratico della Basilicata. Per evitare tutto ciò? Pittella ha concesso 20 giorni: «Non 15 e nemmeno 21». Facendo i calcoli vuol dire che entro il prossimo 3 novembre la musica deve cambiare totalmente.
Insomma al netto delle politiche dell’attendismo e della mediazione a oltranza, ora Pittella ha indicato una data precisa che suona molto di ultimatum. Sarà accettato? Domanda complessa. La sensazione è che comunque da ieri il dado è tratto. La patata bollente passa a Luongo. Con il punto di domanda? Basterà la convocazione dellAssemblea regionale?
Di certo la vicenda di un partito che da oltre 14 mesi non ha nominato gli organismi di partito è stato un tema sfiorato dallo stesso Pittella ieri mattina. Ma quello che il presidente della Regione chiede, evidentemente è più profondo. In pratica ha auspicato un cambio totale di registro.
Tanto che alla domanda diretta su Luongo ha risposto: «Non è aiutato da chi dovrebbe aiutarlo». Un attimo, perchè poi ha aggiunto: «Bisogna prendere atto che è cambiato completamente lo scenario del congresso. Quella maggioranza che ha eletto Luongo non esiste più».
Insomma o Luongo lo salvano gli altri o si trova un accordo. Che poi su Speranza pure ha lanciato qualche messaggio distensivo: «Ultimamente ho notato un suo atteggiamento costruttivo a Roma nel rispetto delle proprie posizioni politiche». Ma senza dimenticarsi di aggiunge in un’altra fase del discorso: «Non posso tollerare che sul reddito minimo ci si ricordi del Fiuli e non si citi la Basilicata che l’ha fatta prima». Il riferimento è allo stesso Speranza durante l’intervento alla penultima Direzione nazionale del Pd ad agosot, convocata da Renzi per il rilancio della questione meridionale.
Al netto delle frasi e dei messaggi comunque è stato un Pittella che ha rimesso i panni del gladiatore ma allo stesso tempo ha chiesto al proprio partito di seppellire l’ascia di guerra.
Quello che accadrà da qui al 3 novembre è comunque ignoto. Allo stesso Pittella che però ha lamentato: «La nostra regione, in questi due anni, ha preso decisioni molto importanti e attuato riforme storiche. Gli ultimi parametri ci consegnano una Basilicata con un trend di crescita positivo. Ma in questo cammino straordinario devo amaramente registrare che in qualche occasione il Partito democratico ha svolto impropriamente il ruolo che spetta alla minoranza».
«Il Pd - ha sottolineato Pittella - è il partito di maggioranza in Basilicata ed ha quindi una grande responsabilità nei confronti dei cittadini, innanzitutto, e nei confronti degli altri partiti della coalizione. Ecco perché chiedo che cambi rotta e che ritrovi il senso di una nuova prospettiva politica, pur nel rispetto delle diverse sensibilità. Non possiamo più aspettare. La politica delle geometrie variabili è sepolta».
E quindi ha aggiunto ancora: «Ci vuole una nuova stagione di concertazione politica e programmatica del Pd regionale in parallelo con il governo regionale e la maggioranza. Bisogna spegnere la polveriera esplosa. Non è più il tempo della politica inconcludente e, nonostante disfattisti, nullafacenti e nullapensanti».
Il goverantore ha poi attaccato: «Non è più possibile che qualcuno non mi riconosca ancora la vittoria. Come se questa fosse casa loro e io l’usurpatore. Questa non è casa mia ma dei lucani».
Sulle vicende legate ai calcoli delle carriere Pittella ha poi aggiunto: «Non si può pensare agli spazi di ognuno. Per me non c’era spazio. Ma io lo spazio me lo sono guadagnato. Anche gli altri devono capire che non ci sono rendite garantite ma tutto va guadagnato sul campo».
In conclusione Pittella si è soffermato anche sulla «nuova visione della Basilicata» che proporrà all’interno della strategia di sviluppo prevista nel Piano Sud: «Nella trattativa con il governo nazionale abbiamo proposto, oltre al progetto strategico di Matera 2019, anche un elenco di cose da fare contenute in un vero e proprio manifesto da discutere e realizzare entro il 2016: dalla raccolta differenziata alle infrastrutture tradizionali e tecnologiche, all’efficienza energetica, solo per citarne alcune. Una nuova visione della Basilicata che intendo proporre al Consiglio regionale nella seduta del 20 ottobre prossimo e in una serie di incontri sul territorio».
s.santoro@luedi.it

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