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«Clima post bellico Voto a maggio»
Carretta, Sileo e Lovallo: «Due linee nel partito di Potenza»

Basilicata

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POTENZA - Voto a maggio, senza se e senza ma. Non ci sono altri epiloghi possibili dopo un anno e mezzo di amministrazione cittadina caratterizzata da «balletti insopportabili» (dimissioni date, poi ritirate; accordi, prima con una parte politica, poi con l’altra). Lo hanno ribadito con forza in una conferenza stampa convocata ieri mattina, i consiglieri comunali Gianpaolo Carretta, Nicola Lovallo e Lucia Sileo. L’amministrazione De Luca - secondo i tre esponenti del Pd di area Santarsiero - è al capolinea. Non esistono le condizioni politiche per un possibile accordo con il Partito democratico, soprattutto adesso che - con la nomina dei nuovi assessori - la Giunta di Potenza è diventata «ancora più marcatamente di centrodestra» («prerogativa legittima del sindaco - ha precisato Carretta - anche se da tempo la nostra opinione è per un esecutivo ridotto e fatto di tecnici di alto profilo»).
E non ci sono neppure le condizioni amministrative. Non solo perché De Luca si è candidato proponendosi come l’uomo di rottura e in netta contestazione rispetto all’amministrazione precedente. «Ma soprattutto perché in questo primo anno e mezzo la sua gestione si è caratterizzata per incompetenza e mancanza di programmazione». Dunque, «lo dicevamo prima e lo ribadiamo adesso»: il governo delle larghe intese «non ha ragion d’essere». E’ questa la posizione che la corrente Santarsiero porterà nel prossimo direttivo del prossimo 8 novembre.
«Un congresso che dovrà essere un momento di chiarimento, ma anche di riflessione sugli errori che sono stati commessi, provocando la scollatura con l’elettorato, come ha dimostrato il voto della città ma anche quello della Regione (il 53 per cento dei lucani non ha votato)». Prima di quella assemblea di partito, attesa ormai da due anni, una eventuale intesa per un nuovo esecutivo con la partecipazione dei democratici «sarebbe una fuga avanti di singole personalità del partito. In pratica, un golpe». «Inaccettabile», insiste Carretta: «Il congresso è ormai prossimo ed è di lì che dovrà venire fuori la linea programmatica e politica del partito di Potenza».
O meglio, dei due Pd di Potenza. Carretta lo ammette, in risposta alle domande dei giornalisti sulla protesta contro il Piano di trasporto, prima convocata, poi revocata. Sul fatto specifico, è Lovallo che spiega: «La proposta di scendere in piazza insieme ai cittadini delle periferie era stata accolta da tutto il gruppo. Poi, alla vigilia della manifestazione, i tre quarti si sono tirati indietro». Le valutazioni politiche spettano a Carretta: «Non ce lo nascondiamo. In Consiglio comunale esistono due linee differenti del Pd: una (quella che, per intenderci, fa capo al capogruppo Gianpiero Iudicello ndr) più filo governativa , per ragioni che - a nostro avviso - sono mosse più che altro da ansie di organigramma; l’altra, la nostra, che invece, con coerenza, ha sempre sostenuto che non ci sia alcuna possibilità di accordo con De Luca. C’è da dire che alla luce dei nuovi sviluppi, con il nuovo avvicinamento tra il sindaco e Fratelli d’Italia, quell’altro pezzo di Pd qualche riflessione dovrebbe farla».
Ma nella conferenza stampa dei tre consiglieri Dem c’è soprattutto spazio per le critiche all’attuale amministrazione. «La città è depressa sotto il profilo socio economico. Piombata in un clima post bellico». A De Luca contestano «un vittimismo di facciata».
Dal dissesto «ideologico», alla «mancanza di programmazione (nessuna idea sul come agganciare il treno di Matera 2019)», con la sola gestione «di quanto ereditato dal passato», alle «emergenze» di rifiuti e scuola. «E’ sotto gli occhi di tutti - spiega Carretta - che la precedente amministrazione aveva un’idea di città. Qualche errore c’è stato, ma si pensi a cosa ha rappresentato il progetto Potenza 2020 e in generale la capacità di intercettare i finanziamenti europei, immaginando un ruolo specifico per il capoluogo. Di tutto questo non c’è più niente». Per non parlare del fatto che «prima i servizi erano garantiti a differenza di quello che accade ora». Per quanto riguarda il Piano dei trasporti, «è stato impacchettato in poco tempo, senza alcuna pianificazione sul come connettere le vare zone della città, con la conseguente penalizzazione delle periferie». Sulla questioni rifiuti, è il consigliere Lovallo, anche in qualità di ex assessore, a chiarire: «Abbiamo fatto il possibile per quello che potevamo, tenendo conto della mancanza di pianificazione di riferimento di competenza di Provincia e Regione. Ma ora non si può non denunciare l’inadeguatezza dell’attuale amministrazione: della raccolta differenziata porta a porta, annunciata per fine anno, non si sa più nulla, soprattutto non si sa chi la gestirà. Abbiamo lasciato dei progetti da 500 mila euro per la piattaforma di Vallone Calabrese e la messa in sicurezza della discarica di Pallareta. Ma tutto è rimasto fermo e l’emergenza è diventata sempre più grave». Lucia Sileo, anche presidente della IV commissione, si è soffermata, invece, sui problemi che riguardano i servizi scolastici: «Stiamo assistendo a una politica di tagli indiscriminati, come nel caso dei servizi a bimbi disabili o della mensa. Siamo d’accordo sul fatto che sia necessaria una razionalizzazione, che però dovrebbe essere accompagnata da un’attenta valutazione perché qui non si tratta di ridurre l’asfalto per le strade. Soprattutto, all’amministrazione De Luca manca il metodo della concertazione. Non ci sono i comitati di quartiere, nè un’alternativa ad essi. Manca anche la Consulta della scuola. Il che significa assumere decisioni senza coinvolgere chi da quelle decisioni viene direttamente toccato». Per i tre consiglieri, quindi, non ci sono alternative al voto anticipato. Parere favorevole anche alle primarie di partito, per individuare il candidato sindaco. E a domanda specifica, Carretta risponde: «Una mia candidatura? Valuteremo anche questo».

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