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Potenza, Carmen Celi sbotta (non solo) contro Rosa
Il monito ai pezzi di partito «che guardano al proprio orto spoglio»

Basilicata

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POTENZA - Un colpo alla “cieca e incoerente” opposizione della destra, un altro a quei pezzi di partito democratico che «guardano solo al loro orto ormai spoglio». Lo sfogo è quello di una donna, consigliere comunale, il cui nome, nei giorni scorsi era circolato tra quelli papabili per i nuovi assessorati ,nell’ipotesi di una Giunta De Luca allargata al Pd. Carmen Celi, al suo primo mandato in Consiglio, eletta a maggio 2014 in rappresentanza della cosiddetta area De Filippo, fa saltare il tappo e dà voce al suo malessere davanti alla «desolante realtà» in cui si trova la città di Potenza.
Fatto che emerge ancor di più nel giorno della notizia dei 28 milioni che, nei prossimi quattro anni, finiranno nell’altra città della Basilicata, la Capitale della Cultura per il 2019. «Una meravigliosa notizia», commenta la consigliera comunale, a cui, però, fa da contraltare lo stallo del capoluogo di regione. Eppure, nonostante questo, «dobbiamo leggere le esternazioni del consigliere regionale Gianni Rosa che accusa il Presidente della Regione, Marcello Pittella di immobilismo e di non avere una visione di Basilicata». Un fatto «surreale», per Celi, visto che il resto della regione cresce, l’immobilismo è proprio della città amministrata dalla destra. Un attacco frontale, dunque, all’amministrazione De Luca e in particolare a Fratelli d’Italia, che negli ultimi giorni, dopo la trattativa saltata tra il sindaco e il partito democratico, sembra aver ritrovato un nuovo afflato con il primo cittadino.
Eppure - sottolinea la consigliera - il Partito democratico non ha fatto mancare il suo fondamentale apporto all’esecutivo comunale: a livello nazionale, con l’approvazione del ddl Enti locali e, a livello territoriale, con l’impegno del presidente Pittella a stanziare il contributo necessario. «Ora però - è il suo monito - la destra, Rosa e tutti gli altri, non hanno più scuse, alibi e pretesti da accampare, né possono essere concesse ulteriori deroghe o rinvii per fare i conti con la nostra triste realtà».
Ma ne ha anche per il suo partito. Con un chiaro riferimento ai «comunicati esilaranti» non solo di Rosa, ma anche a quelli di Carretta.
Poi, l’appello ai suoi: «Il mio partito, unica forza di Governo, che ne porta su di se tutto il peso, deve saper dimostrare anche in questa fase che è in grado di servire la città più e meglio di quanto finora abbia fatto. Portando avanti anche a livello locale il percorso riformatore che il Premier Renzi sta mettendo in campo».
«Si è perso molto, troppo tempo - continua - E Potenza rischia di diventare irrilevante, di restare il luogo delle occasioni perdute e delle potenzialità trascurate». Con l’auspicio che le chiacchiere lascino il posto «alle proposte e alle speranze per una città migliore» che riesca ad agganciarsi in corsa alla locomotiva di Matera 2019.
Chiede un «sussulto di dignità e di orgoglio che faccia prevalere il nostro spirito costruttivo su quello critico e corrosivo della destra e di chi evidentemente non ha a cuore l’unità del nostro partito».
E l’ultimo passaggio lo fa proprio su quello che pare diventato un vero e proprio miraggio per il Pd lucano: l’unità. Che, ad avviso della consigliera comunale non passa da un congresso ma dalla coesione, forza e volontà collettiva. «Il Partito siamo noi».

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