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La Basilicata impugna i “sì” a Shell
Bradascio e Leggieri ufficializzano le dimissioni in contestazione

Basilicata

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LA battaglia contro le trivelle proseguirà per le vie legali. La notizia è arrivata nel corso della seduta di Consiglio di ieri e ad annunciarla è stato il presidente della Regione, Marcello Pittella: la Giunta regionale ha già dato mandato agli avvocati di produrre ricorso al Tar contro le autorizzazioni concesse dal ministero dell’Ambiente alla società Shell per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nel mare Jonio.
Dopo l’interrogazione di Gianni Rosa, anche i consiglieri del Movimento 5 Stelle, Gianni Leggieri e Gianni Perrino avevano presentato una mozione con la quale si chiede alla Giunta di impugnare dinanzi al Tar l’autorizzazione alla ricerca di idrocarburi, mozione che è stata iscritta all’ordine del giorno ma sarà discussa nella prossima seduta. Il presidente Pittella ha anche rivolto un invito al consigliere Bradascio, che alla notizia delle autorizzazioni alla Shell aveva annunciato le proprie dimissioni dalla carica di presidente della IV Commissione a rivedere la decisione.
Il consigliere, dopo essersi detto soddisfatto per la decisione della Giunta regionale di presentare ricorso al Tar, ha comunque confermato la volontà di lasciare la commissione Sanità. Tanto che il presidente Piero Lacorazza ha convocato già per domani pomeriggio la conferenza per eleggere il nuovo presidente.
Nel frattempo ha formalizzato le proprie dimissioni dalla vicepresidenza della quarta commissione anche il pentastellato, Gianni Leggieri. «E’ il minimo che si possa fare in questo momento - ha dichiarato - per dimostrare di essere in aperto dissenso con la decisione del Governo di autorizzare la Shell a perforare nel mar Ionio». «Sono convinto – ha continuato - che bloccare le Commissioni regionali possa essere il primo passo verso una sorta di disobbedienza civile da parte della politica lucana. Una disobbedienza civile e pacifica che non potrà non essere presa in considerazione dai poteri romani». Mentre da Roma, negli studi negli studi di Tv2000 dove il presidente del Consiglio lucano stava tenendo un’intervista sul referendum abrogativo di parti dello Sblocca Italia e del decreto Sviluppo, Piero Lacorazza ha commentato la notizia che nel frattempo arrivava dalla Conferenza delle Regioni. «L’approvazione al’unnaimità del Manifesto di Termoli hcontribuisce a riaprire il confronto con il Governo nazionale sulle prerogative delle Regioni che non possono essere tagliati fuori dalle scelte che riguardano i propri territori. Ritengo giusta inoltre la decisione annunciata dal Pittella oggi in Aula di ricorrere al Tar contro le perforazioni nello Jonio. Non c’è nessuna sindrome Nimby alla base della proposta referendaria che è attualmente all’attenzione della Corte di Cassazione e della Consulta per l’esame dei profili di legittimità ed ammissibilità. I Consigli regionali vogliono rafforzare la leale collaborazione con lo Stato».

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