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I 16 punti ai quali Bradascio non rinuncia
Oggi attesa la sostituzione in commissione

Basilicata

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Non molla Bradascio. Anche se l’evoluzione della questione petrolio negli ultimi due giorni fa cadere le ragioni della sua decisione di dimettersi dalla presidenza della quarta commissione consiliare.

“Ho ricevuto centinaia di messaggi a continuare sulla strada delle dimissioni e centinaia a non abbandonare la mia postazione, tra questi il presidente Pittella, Luongo, Cifarelli e qualche collega, ma soprattutto tante persone che hanno sperimentato il mio sforzo di correttezza e di equilibrio”.

Oggi è prevista la sua eventuale sostituzione. Ma il medico materano, eletto nella lista del presidente, sente di essere a un bivio, a metà consiliatura.

“A un certo punto succedono delle cose che ti spingono a ripensare un po’ a tutto, e finisci per riflettere sul significato del tuo ruolo, c’è poco da fare, è un muro contro il quale prima o poi vai a sbattere. Sa, io sono un medico, non ho nessuna carriera politica da alimentare, se ho accettato di impegnarmi in questa legislatura è perché avevo in mente delle cose, voglio realizzarle e non perché sono l’accumulo di un vantaggio futuro, ma perché è la mia storia professionale che dice questo, e questa storia a Matera - e non solo - è conosciuta da tutti, il mio rapporto con il mondo dell’associazionismo e il volontariato è un rapporto autentico, quel mondo, che è la carne viva e spesso silenziosa della società, attende da me una mano e io sento tutto il peso di questa delega. Non sarà da creativi occuparsi di ragazzi disabili ed autistici, di immigrati e della loro prevenzione sanitaria, di infarti e prevenzione cardiaca, ma è questo mondo quello al quale ho dedicato tutta la mia vita”.

Che poi Luigi Bradascio ti sorprende su alcune posizioni etiche. Sulle questioni di genere, sui diritti delle coppie gay, su tutto un’impalcatura culturale profondamente impregnata di cattolicesimo milititante (benché abbia un passato da radicale, i dieci anni della formazione di un giovane, dal ginnasio alla laurea) ci ha abituati in questi mesi a posizioni per nulla condivisibili in un percorso politico progressista. A volte anche discutibili politicamente, come quando ha votato insieme ad Aurelio Pace sull'insegnamento della teoria (?) gender nelle scuole, ed è consapevole che sabato prossimo, al convegno con Mario Adinolfi a Potenza potrebbero anche contestarlo. “Discutiamone”, dice.

“Non desidero altro”. Ma sul fine vita e sull’accanimento terapeutico ha una posizione che non ti aspetti. Più oltranzista di molti democratici.

“Parliamo di politica, che è meno angosciante, dottore”.

“Mi rendo conto - mi risponde - ma non è meno angosciante essere una madre, un padre che ha un figlio disabile, autistico, finché è piccolo proviamo a riabilitarlo, per quello che è possibile, poi cresce, a 15, 17 anni comincia ad essergli ancora negato il mondo, a diciotto che fine farà? Vogliamo porci questi problemi?”.

Ecco è questo il muro contro il quale Bradascio si sente di essere andato a sbattere.

“Ma il petrolio, dottore, non si era dimesso per protestare contro le trivelle nello Jonio?”
“Certo, e la battaglia non è mica finita, siamo solo all’inizio di quello che mi sembra l’avvio di una interlocuzione col governo. Bisogna riconoscere che l’immediata reazione del presidente Pittella è stato il ricorso al Tar contro la concessione dei permessi di ricerca nello Jonio. Ho ascoltato anche il suo discorso programmatico in Consiglio e prima ancora ci siamo parlati, lunedì sera, a un convegno organizzato dai Riformisti e socialisti per le famiglie dei disabili. Non ho nulla da rimproverargli su questo tema. Mi sono dimesso senza pormi l'interrogativo di potergli creare un problema politico, non c’è una linea dalla quale sento di aver deragliato. Al contrario sento di aver fatto la cosa giusta. E se le mie dimissioni sono servite a smuovere qualcosa ne sono felice. Stamattina (ieri, ndr) ho annotato con moltissima soddisfazione che la conferenza delle regioni ha approvato all’unanimità il manifesto sottoscritto il 24 luglio a Termoli. E' fin troppo evidente che si sta aprendo il confronto con il governo nazionale sulle prerogative delle regioni. In questo sarà affianco al presidente. Avessi saputo che la mia iniziativa avrebbe prodotto tanti risultati, forse mi sarei dimesso prima”.

Oggi vedremo come reagirà la maggioranza e come la minoranza per la nuova nomina in quarta commissione.

“Non ho nessuna difficoltà a rientrare nei ranghi, a svolgere dignitosamente ed alacremente il mio lavoro di consigliere garantendo collaborazione ma ferma opposizione a politiche che andranno contro i punti che vorrei indicarle nella speranza che si apra una discussione”.

Sono i temi della sanità, che anche quest’anno registra (con riferimento al 2014) il solito deficit diventato ormai quasi strutturale. Aggravato da minor risorse destinate alla Basilicata per la riduzione dei posti letto collegata al calo demografico e al tasso di emigrazione sanitaria. Su questi punti Bradascio ha le idee chiare.

“Finora non ho trovato molta agibilità di contesto per metterle in campo”. Ed è per questo che le ripropone pubblicamente. Le sintetizziamo per punti a beneficio di chi legge

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