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Tregua Pd, le due controproposte di Pittella
Nuovi passaggi nella trattativa interna al partito

Basilicata

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POTENZA - “E pur di si muove”. Pittella ai consiglieri regionali del Pd ha comunicato che prima della scadenza dell’ultimatum presenterà un paio di proposte a Luongo per risolvere la querelle esplosa in casa dem.
Si allontana (almeno così pare) l’ombra del commissariamento del Partito democratico della Basilicata. Al settimo giorno di “crisi” (mancano dunque 13 giorni alla scadenza dell’Ultimatum), ieri alla sospensione pomeridiana dei lavori del Consiglio regionale il presidente della Regione, Marcello Pittella ha convocato la riunione del gruppo consiliare del Pd.
Ufficialmente per discutere delle dimissioni del consigliere regionale Luigi Bradascio (lista pittella presidente) dalla presidenza della Quarta commissione consiliare in seguito alla concessione del permesso di trivellazione in mare alla Shell.
E in effetti il governatore ha chiesto allo stesso Bradascio un ripensamento (anche se il consigliere non ha poi fatto marcia indietro).
Ma durante la riunione di tutti i consiglieri regionali del Partito democratico - che si è svolta al primo piano del palazzo della Giunta - il presidente Pittella ha puntualmente parlato delle questioni relative all’ultimatum e poi alle risposte di Luongo arrivate dalla contro - conferenza di lunedì mattina.
Da quanto si è appreso, Pittella ai “suoi” consiglieri ha confidato di aver sostanzialmente valutato come positiva la linea di apertura di Luongo in merito alla necessità di ricomporre la frattura intestina al Partito democratico lucano.
Da qui poi il presidente della Regione avrebbe spiegato ai vari consiglieri regionali del Pd presenti che rispetto alla lista dei sette nomi per la composizione della nuova giunta regionale (Luongo ha offerto due nomi da scegliere tra i 5 consiglieri Lacorazza, Santarsiero, Cifarelli, Spada e Castelgrande più i primi due dei non eletti, Molinari e Bellitti) presenterà al segretario ha in mente di proporre, prima della conclusione dei venti giorni dell’ultimatum un paio di proposte “alternative”. O meglio “integrative”.
Insomma la sensazione resa da chi era prwesente all’incontro è che ci sia il margine per ricomporre la frattura ed evitare il “peggio”.
Ovviamente l’operazione di mediazione è ancora nelle fase iniziali. Nè ci sono elementi sufficienti per capire se la possibile soluzioni riguardi il rimpasto della giunta subito o un altro tipo di soluzione magari dilazionata nel tempo. Intanto è già qualcosa. 

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