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Via libera in commissione al nuovo statuto
«Testo di terza generazione, comincia nuova fase»

Basilicata

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POTENZA - C’è il sì della Prima Commissione consiliare (Affari istituzionali) sul nuovo Statuto della Regione Basilicata. Il testo delle regole regionali è stato approvato ieri dall’organismo consiliare presieduto dal consigliere regionale del Pd, Vito Santarsiero con una larga maggioranza. Tutti sì tranne le astensioni di Giannino Romaniello (ex Sel) e Gianni Perrino (M5s).
L’approvazione della Prima Commissione ora spalanca le porte del Consiglio regionale al nuovo Statuto che si attendeva da oltre 40 anni.
Il testo ora approderà (entro 60 giorni) in aula per l’esame in prima lettura. Poi per l’approvazione definitiva del nuovo Statuto sarà necessaria (trascorsi altri 60 giorni) un nuovo passaggio in Consiglio regionale. Solo dopo due approvazioni il testo diventerà legge con tutte le novità previste e inserite nella nuoca “carta” delle leggi regionali.
In ogni caso per Santarsiero si tratta di un successo: erano almeno 15 anni che la Regione provava a rinnovare lo Statuto senza riuscirci. Ci avevano provato, solo per citare gli ultimi, politici del calibro di Bubbico, Folino e Antezza.
Per quanto riguarda le novità c’è da segnalare quello che riguarda la composizione della Giunta regionale. Dal momento in cui il nuovo Statuto diventerà legge il presidente della Regione potrà nominare un esecutivo da 5 assessori e non più solo 4. In pratica Marcello Pittella tra qualche mese potrà allargare la propria giunta. Questo per effetto di un articolo specifico che prevede la possibilità di nominare un assessore ogni 5 consiglieri più un altro se rimane un resto nella divisione. In buona sostanza con 21 consiglieri e la divisione per 5 approssimata per eccesso sarà possibile passare a 5 assessori. Non è un particolare di poco conto considerato il quadro politico attuale e la difficoltà della stessa maggioranza a trovare una sintesi politica sulla squadra di assessori.
Non passa invece (di questo si è molto discusso nei mesi scorsi) il punto dell’incompatibilità tra ruolo di assessore e quello di consiglire regionale. In pratica qualora il governatore dovesse nominare una giunta di interni, non c’è nessun obbligo per i consiglieri a doversi dimetteri. Anche questa parte ovviamente ha delle connotazioni politiche molte legate al dibattito interno al Pd lucano e al centrosinistra regionale. Per quanto riguarda i numeri, il testo comprende 92 articoli suddivisi in nove Titoli.
Ci sono quindi le dichiarazioni a caldo di Vito Santarsiero: «Si tratta di un risultato importante, colto grazie ad un lungo e complesso lavoro svolto in 18 mesi da tutti i membri della Commissione, nessuno escluso e caratterizzatosi per responsabilità, competenza, e grande senso istituzionale».
Santarsiero quindi dopo aver espresso il proprio grazie «ai gruppi di minoranza per il continuo, positivo e costruttivo contributo apportato» e «ai membri di maggioranza, ai capigruppo e al presidente Lacorazza per i contributi, il sostegno e la condivisione di un lungo percorso» ringrazia anche il «presidente Pittella che ha sempre seguito con attenzione i lavori».
Per quanto riguarda i contenuti poi. Santarsiero spiega: «La Commissione consegna al Consiglio regionale, per la riflessione finale, uno Statuto avanzato, di “Terza generazione”, che chiama la Regione ad un nuovo protagonismo istituzionale e amministrativo, con un ruolo forte degli enti locali, dei territori e della partecipazione popolare. Abbiamo attraversato un’intera stagione del regionalismo senza questo importante strumento e ciò ha inevitabilmente influito sulla qualità dell’azione amministrativa, privandoci di strumenti importanti come il Piano Strategico regionale, nonché di norme avanzate sui controlli e sulla partecipazione. Quello che viene proposto rappresenta un modello di Statuto innovativo, elaborato tenendo conto dei contributi della società civile e delle istituzioni che hanno contribuito al dibattito avviato al Consiglio».
«Le linee guida fondamentali seguite nella redazione del testo – aggiunge Santarsiero - , ruotano intorno alla centralità della partecipazione e della programmazione delle politiche regionali, con l’obiettivo fondamentale di avvicinare le istituzioni al cittadino e di potenziare l’efficacia del processo decisionale. E’ uno strumento con il quale possiamo collocarci con una posizione moderna e valida nel dibattito in corso sulle modifiche costituzionali e sul nuovo ruolo che dovranno avere le Regioni. Con il nuovo Statuto la Regione Basilicata conferma di avere identità, valori e responsabilità istituzionali in sintonia con le motivazioni forti per cui sia la Costituzione nazionale che la Comunità europea considerano centrale il ruolo delle Regioni e in questo quello della Basilicata. Tutto ciò è da sottolinearsi soprattutto in un momento nel quale nel nostro Paese l’identità delle Regioni , in maniera superficiale e anacronistica, viene messa in discussione».

sal.san.

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