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Così (forse) cambiano le Province lucane
Ecco cosa prevede il ddl approvato in prima commissione

Basilicata

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POTENZA - Il punto di partenza, spiegava ieri il consigliere regionale (Pd) Vito Santarsiero, è un insieme di norme statali, «spesso contraddittorie», a cui si abbina «l’assenza di trasferimenti nazionali dal punto di vista finanziario».
Ecco perché, spiegava il presidente della prima commissione regionale (Affari istituzionali), il disegno di legge approvato mercoledì sera è stato il «risultato di un percorso estremamente complesso». Ma è questo risultato che, ha aggiunto, permetterà di salvaguardare soprattutto i dipendenti dell’ente in via di cancellazione.
Oggi le Province, in attesa della riforma costituzionale, sono state trasformate in enti di area vasta. Entro fine ottobre il consiglio regionale dovrà approvare il disegno di legge che la commissione ha licenziato a maggioranza (con il voto favorevole di Santarsiero, Cifarelli e Spada del Pd, Pietrantuono del Psi e Romaniello del Gruppo misto e l’astensione di Rosa di Lb-Fdi e Perrino del M5s).
«Questo provvedimento - ha detto Santarsiero - definisce, in maniera chiara, ruolo e funzioni delle Province nonché le funzioni “non fondamentali” trasferite alla Regione».
Soprattutto «con questa legge, la Regione Basilicata salvaguarda tutti i rapporti di lavoro dei dipendenti delle Province e, con un grande sforzo anche finanziario, la qualità dei servizi ai cittadini».
Detto in altre parole, questo disegno di legge, se approvato, dovrebbe permettere di non iscrivere alcun dipendente delle Province nella piattaforma centrale, una sorta di cervellone dove finiscono i nominativi dei dipendenti in esubero e che diventa il bacino da cui gli enti pubblici devono attingere personale in caso di necessità. Con il rischio di una mobilità reale anche di parecchi chilometri.
«Sarebbe la prima Regione a cogliere questo risultato - spiega il presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi - Certo, ora bisogna attendere il prosieguo dell’iter normativo e sperare che questo ddl diventi legge».
Oggi sono circa un centinaio i dipendenti delle Province di Potenza e Matera adibiti alle funzioni considerate “non fondamentali” (come l’assistenza all’infanzia, la cultura, il turismo) e dunque a rischio. Questa quota, però, dovrebbe essere inglobata in Regione o negli enti subregionali.
Alla stesura del testo hanno collaborato in tanti: consiglieri regionali, sigle sindacali, strutture regionali, provinciali. Come funzionerà il sistema se questo testo non venisse cambiato?
Per cominciare la giunta regionale dovrà dettagliare la riforma del sistema integrato per la formazione. A viale Verrastro ci saranno 30 giorni di tempo dopo l’approvazione della legge sulla Province per disciplinare l’istituzione della Agenzia regionale. In questo contenitore saranno trasferiti anche i dipendenti dei Centri per l’impiego, dell’Apofil e dell’Ageforma (le attuali agenzie di formazione).
Il trasporto locale, invece, resterà alle Province fino al 31 dicembre 2017. Le funzioni provinciali in materia di agricoltura, forestazione e politiche venatorie verranno trasferite alla Regione. Alla Regione saranno trasferite anche le funzioni provinciali in materia di cultura, protezione civile, turismo, attività produttive, sport. Le Province individueranno il personale della polizia provinciale necessario all’esercizio delle funzioni fondamentali da inserire nelle dotazioni organiche. Si parte da qui.

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