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Pittella lancia dal Vulture
il manifesto Basilicata 2016

Basilicata

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RIONERO – Una vera e propria goccia cinese contro i detrattori. Così il presidente della Regione ieri in un Centro sociale di Rionero in Vulture davvero gremito. Il colpo d’occhio è lo stesso di due anni fa quando il medesimo luogo fu uno dei trampolini di lancio di Pittella verso la presidenza della Regione. E lo ha sottolineato lo stesso governatore ricordando: “Sono stato molte volte nel Vulture in questi due anni. Ma un posto come questo esigeva un altro tipo di incontro”. E il ritorno in grande nella città di Giustino Fortunato gli è stato offerto ieri sera da due partiti alleati: il Psi di Pietrantuono e Realtà Italia di Galante. L’iniziativa è infatti stata promossa dai due soggetti politici con il duplice obiettivo: iniziare il lungo percorso verso le prossime amministrative (a Rionero come in un’altra ventina di Comuni lucani si vota nella prossima primavera) e mettere già in prima fila il leader con i temi e i risultati raggiunti dall’attuale amministrazione regionale. Titolo della serata: “La Basilicata che cambia per un Sud più forte”.

E se queste sono le premesse a Rionero e nell’intero Vulture si annuncia una sfida in grande per i pittelliani – renziani. In ogni caso è un Pittella “caldo” quasi da “battaglia” elettorale. Tono della voce alto, parole una dietro l’altra con ritmo musicale che cattura l’attenzione. In platea tanti sindaci, amministratori e dirigenti (tra cui il sindaco rionerese e deputato di Sel, Antonio Placido). Ma anche tanto “popolo”. Sul palco invece, segretari regionali di RI, Enzo Paolino e di Psi, Livio Valvano. Dall’altro lato lo stesso Pittella insieme ai consiglieri regionali, Paolo Galante (RI) e Francesco Pietrantuono (Psi). Presente, ma non sul palco, anche l’altro consigliere regionale, Mario Polese del Partito democratico.

Come anticipato la kermesse si è divisa in due tronconi. La prima parte svolta dai dirigenti dei due partiti con una linea a metà tra le questioni regionali e territoriali. La seconda più diretta e politica di Pittella. Per quanto riguarda i vari interventi iniziali i ragionamenti hanno toccato temi quali il rilancio dell’economia lucana e la difesa dei territori come capisaldi della buona politica. In particolare prima Galante e poi Pietrantuono hanno centrato il proprio discorso sul Cambiamento da portare avanti e sulle riforme attuate in Consiglio regionale. Con uno sguardo all’appuntamento elettorale già prossimo e con un altro ai risultati già ottenuti. Tra le altre cose poi, Pietrantuono ha “esaltato” il ruolo della Basilicata nell’approccio propositivo al tema immigrazione e alla legge regionale sul “Reddito di cittadinanza”.

L’attesa in ogni caso era tutta per Marcello Pittella che non ha disatteso le aspettative. Il governatore è stato un martello nel difendere il proprio operato citando numeri e dati positivi e attaccare i detrattori. Facile da comprendere i suoi obiettivi: gli oppositori in Regione ma soprattutto quelli del suo stesso partito “che vivono da due anni come se fosse un incubo. Purtroppo per loro non è un incubo ma quello che sta succedendo davvero”.

E quindi Pittella ricorda: “Nel 2013 in Basilicata c’era quasi il 50 per cento della popolazione in regime di povertà. Oggi siamo scesi al 38 per cento. Dire che abbiamo fatto un miracolo è poco. Ma ancora non basta…”. Subito dopo l’attacco: “Mi spiace per quelli che queste cose non vogliono ascoltarle. Io però non posso rinunciarle a dire”. E ancora in un crescendo: “Io vado avanti. Con chi vuol starci alla faccia di chi non vuol starci”. Poi precisa: “Io non voglio escludere nessuno. Anzi sono per l’inclusione e per l’allargamento ma non posso costringere chi non ha capito e non vuol capire che la musica è cambiata”. Messaggi al Pd di Luongo e di Speranza ovviamente. Anche senza Pittella non li hai citati in maniera diretta. Ed è stato così per oltre un’ora in cui il presidente della Giunta ha presentato a Rionero il Manifesto per la Basilicata 2016, le opportunità per Matera 2019 e il piano per il Sud di Renzi senza dimenticarsi mai di chiamare in causa quelli che “all’ottimismo del fare preferiscono il pessimismo del non fare”.

s.santoro@luedi.it

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