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Scusate, avevano sbagliato: il Sud è in ripresa
La Basilicata porta in dote l’export trainato da Fca (+148%)

Basilicata

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POTENZA – Contrordine: il Sud cresce! Le prefiche del Grande declino e i cantori della Decrescita felice tra qualche giorno dovranno fare i conti coi dati del Rapporto Svimez 2015. E stando alle anticipazioni, la sterzata è davvero notevole: il Sud non è più messo peggio della Grecia, come si disse esattamente tre mesi fa, ma vede il proprio Pil aumentare dopo tanti anni di contrazione. La famosa forbice Nord-Sud brandita come arma tra gli argomenti del dibattito estivo si starebbe insomma riducendo grazie a export, turismo e agroalimentare. E sui dati che fanno parlare di "luce in fondo al tunnel" spicca la performance della Basilicata nell'export: l'effetto Fca fa registrare un +148%.
Il Rapporto sarà presentato martedì 27 alla Camera dei Deputati (ore 9 Sala della Regina). Sul Mattino di ieri un focus che certificava, dopo 7 anni di crollo economico, la ripresa del Mezzogiorno: Pil verso quota zero a fine 2015 ma la distanza dal Centro-Nord resta elevata. La novità è che nel 2015, secondo i calcoli dell'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, il Pil torna a crescere. «Dalle ultime simulazioni condotte in questi giorni dalla Svimez – ha scritto Nando Santonastaso sul quotidiano napoletano – emerge la conferma che un minimo di ripresa sta toccando anche le regioni meridionali, come del resto era emerso anche dal check up estivo di Confindustria e dai dati sull'occupazione dell'Inps (+120mila nuovi posti nel Sud nel secondo trimestre)».
Scenari alquanto diversi da quelli di fine luglio: «Un Paese diviso e diseguale, dove il Sud scivola sempre più nell’arretramento: nel 2014 per il settimo anno consecutivo il Pil del Mezzogiorno è ancora negativo (-1,3%); il divario di Pil pro capite è tornato ai livelli di 15 anni fa; negli anni di crisi 2008-2014 i consumi delle famiglie meridionali sono crollati quasi del 13% e gli investimenti nell’industria in senso stretto addirittura del 59%; nel 2014 quasi il 62% dei meridionali guadagna meno di 12mila euro annui, contro il 28,5% del Centro-Nord»: questa la fotografia che emergeva dalle anticipazioni del Rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno 2015 presentate il 30 luglio scorso a Roma. Nel Pil, la Basilicata col suo -0,7% si poneva giusto a metà fra il -0,2% della Calabria e il -1,7% dell’Abruzzo.
La Svimez martedì presenterà ufficialmente il Rapporto 2015 ripartendo da un'immagine (la Grecia della grande crisi è cresciuta il doppio del Sud) da cui scaturì un dibattito sui ritardi del Meridione approdato nella celebre direzione del Pd d'inizio agosto nel corso della quale Matteo Renzi anticipò il "masterplan" di cui ancora si attende di scoprire i contenuti. Il governo, nel frattempo, incassa l'ok da Confindustria sulla Legge di stabilità (il Centro studi di via dell'Astronomia crede nella previsione di un Pil 2016 all'1,5% e valuta l'impatto della manovra in uno 0,3%) e tutti gli studi gonfiano le vele del governo nella direzione dell'ottimismo: l'ultimo, firmato Confcommercio-Censis, ieri rilevava come nelle famiglie italiane siano tornate fiducia e voglia di spendere (nei primi 6 mesi del 2015 il reddito disponibile pro capite è cresciuto di 134 euro rispetto allo stesso periodo del 2014). Ma ciò che più colpisce è proprio il tasso di “ottimismo”, quantificato dai freddi numeri nel 40% (10 punti in più rispetto al 2013), mentre i “pessimisti” scendono al 22,4% (due anni fa erano il doppio). Insomma, «il “sentiment” generale sta cambiando» ha chiosato Luisa Grion ieri su Repubblica.
In ogni caso, numeri a parte, c'è un gruppo di economisti, intellettuali e cittadini che da sempre racconta un Sud che ce la può fare e diffida da questo e altri studi partoriti da scrivanie romane scollate dal territorio, oltre dal Pil come unico indicatore di ricchezza. Tra loro, sarebbe interessante, dopo il 27, sentire un parere di Luca Meldolesi, che in un suo recente passaggio da Potenza ha raccontato divertito il suo rapporto con l'amico Adriano Giannola, presidente Svimez: «Quando ci vediamo, parliamo di tutto tranne che di economia...». Intanto, non resta che esultare per questa agrodolce “crescita zero”.

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