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Mancano dieci giorni allo scadere dell'ultimatum
Ma la guerra di nervi è ancora aperta nel Pd

Basilicata

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POTENZA - Nulla di nuovo nel Pd lucano sul fronte dell’ultimatum lanciato da Pittella a Luongo. Dei venti giorni ne sono trascorsi la metà. E come annunciato il presidente è stato in settimana a Roma dove ha incontrato oltre ad alcuni big nazionali renziani anche i parlamentari lucani di riferimento: Maria Antezza e Salvatore Antezza. Un incontro faccia a faccia c’è stato anche con il fratello Gianni.
Da quanto è emerso il presidente della Regione è tornato rinfrancato dalla capitale. Deciso ad andare avanti nella propria azione politica e istituzionale e senza voler far sconti alla segreteria del Partito democratico. Il discorso che ha fatto a Rionero venerdì sera lascia poco spazio alle interpretazioni: critiche ai detrattori e alla minoranza con ancora più convinzioni. In tutto questo l’ultimatum, il rimpasto di Giunta regionale, la convocazione dell’Assembela regionale per la chiusura del congresso con la scelta degli organi dirigenziali del partito rimangono ancora sullo sfondo di un rapporto tra pittelliani e luonghiani - speranziani che rimane complicatissimo. E se non bastasse la tensione nel Pd è di nuovo salita di molto. Le dichiarazioni del segretario Antonio Luongo a margine dell’approvazione del nuovo Statuto regionale da parte della Prima commissione della Regione non sono piaciute al gruppo consiliare dem. E in particolare al presidente della Commissione Vito Santarsiero che non ha apprezzato (per usare un eufemismo) i distinguo di Luongo ad approvazione ottenuta. La questione è destinata ad avere degli sviluppi tanto più che la mossa di Luongo, da molti considerata solo a favore di Speranza e della sua corrente, rischia di mandare a monte quel poco di dialogo che si era ricostruito a fatica.
E in tutto questo l’area politica che fa capo a Santarsiero nel capoluogo è uscita allo scoperto sul prossimo congresso cittadino. In vista dell’8 novembre, data in cui Luongo ha convocato il congresso dem di Potenza, c’è il primo candidato segretario. Si tratta di Carmine Croce fedelissimo di Santarsiero. L’azione è evidentemente un modo per mettere al centro delle questioni anche la vicenda congressuale di cui finora al di là dell’annuncio non c’erano notizie.
La candidatura di Croce è stata ufficializzata da un altro fedelissimo di Santarsiero, Antonio Di Giuseppe che in una nota ha poi commentato: «In tutto questo caos vi è il bisogno di una politica seria, vera, forte, fatta di persone responsabili e capaci di non parlare solo il linguaggio politico ma anche quello della gente in difficoltà , dei disoccupati , dei giovani e del mondo produttivo che ci circonda quotidianamente. L'esperienza politica del dottor Croce, le sue sensibilità politiche e sociale unitamente alla sua formazione professionale sono garanzia di capacità d'azione che oggi serve al partito democratico ma soprattutto alla Città». Il vicesegretario del Pd potentino, Di Giuseppe ha poi aggiunto: «Auspico per il bene della città e del Pd, che ci sia su tale proposta una convergenza ed una unione del partito, e che sopratutto ci sia un confronto sui programmi e idee per la città oltre naturalmente a definire una chiarezza politica del partito mancante fino ad oggi».

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