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De Luca sapeva del video dell'assessore Salvia?
«No comment» sul caso della porno-trappola

Basilicata

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Giovanni Salvia, sullo sfondo il Comune di Potenza

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3 minuti 42 secondi

POTENZA - C’è chi giura che il sindaco sapeva da giorni del video pubblicato su Youtube di uno dei suoi assessori, che si mostra in webcam durante una chat di sesso online. Ma non pensava che il caso sarebbe esploso. Forse qualcuno gli aveva fornito delle rassicurazioni. Per questo ieri, di fronte al primo vero scandalo dell’amministrazione, ha deciso di battere i pugni sul tavolo, pretendendo una soluzione da parte dei suoi referenti politici.

Potrebbe avere clamorosi sviluppi la disavventura di Giovanni Salvia, uno dei membri della giunta del Comune di Potenza, “agganciato” su Facebook dalle foto una delle tante bellezze che appaiono e scompaiono sui social network, dietro cui spesso si celano persone diverse. Con intenzioni tutt’altro che benevoli.

Contattato nel pomeriggio dal Quotidiano il sindaco Dario De Luca è stato laconico: «nessuna novità». Prima di trincerarsi dietro un «no comment», che ha lasciato trapelare tutto il suo nervosismo.

L’irritazione per l’accaduto è stata confermata dal suo entourage. Ma qualcuno si è anche lasciato andare a giudizi poco lusinghieri per il primo responsabile di questa situazione, che è proprio l’assessore coinvolto. Mano a mano che il caso cresceva, rimbalzando a livello nazionale persino su “Repubblica.it”, la tensione si è fatta sempre più palpabile. Allo stesso modo, la parola «dimissioni», soltanto sussurrata di primo mattino, in serata non era più un tabù.

L’impasse in cui si trova il primo cittadino è dovuta a due questioni diverse, ma in qualche modo connesse.
La prima - che ad oggi è già superata - è l’anonimato del membro della sua giunta al centro della vicenda. Il Quotidiano ieri aveva deciso di non pubblicarne le generalità per questioni di riservatezza (fino a quando non si fossero chiariti tutti i contorni dell’accaduto). Ma oggi nome e foto di Salvia sono comparsi su altri organi di stampa. Perciò il problema non esiste più. 

La seconda è la denuncia «per diffamazione» presentata dall’assessore ben prima della pubblicazione della notizia.
Al Quotidiano Salvia ha raccontato «che il fattaccio risale «a una decina di giorni fa», di essere stato vittima di un «tentativo di fake», e di aver già spiegato l’accaduto agli organi inquirenti.

«Non ho fatto niente di male - ha aggiunto -, e comunque è qualcosa che attiene alla mia sfera privata». Poi ha persino negato l’esistenza del video. «Io ne ho visto solo alcuni “screensaver” - sono state le sue parole - e per quel che so potrebbe essere un montaggio». Ma non ha smentito di aver ricevuto richieste di denaro, un attimo prima di trincerarsi, a sua volta, dietro il rispetto per il lavoro degli investigatori.

Di casi come questo ne sono ormai pieni gli archivi della polizia postale. Spesso i responsabili - quando vengono individuati - si trovano all’estero, come pure i server a cui bisogna accedere, attraverso una rogatoria, per risalire a loro. Per questo gli inquirenti potentini sono cauti, ma hanno colto già la dimensione politica della vicenda. Quindi al momento non è esclusa nemmeno l’ipotesi del “trappolone” per disarcionare il nemico della contesa elettorale.

Poi c’è la questione sull’esistenza o meno del video stesso, che il Quotidiano ha potuto visionare, ma lo stesso assessore afferma di non aver visto.

Circolano alcuni “screenshot” con la schermata di Youtube, in cui si riconosce il volto di Salvia e si può leggere il suo nome con la descrizione del contenuto del video. Ma senza sentire a riguardo i gestori del portale, dove i contenuti segnalati come pornografici vengono rimossi nel giro di pochi minuti, non si può abbandonare nemmeno l’ipotesi di un fotoritocco. Che vorrebbe dire che non è mai stato pubblicato sulla piattaforma e visualizzato da almeno 4 persone.
Questa è la cifra indicata dal contatore sotto la schermata di riproduzione, affianco al nome dell’utente che lo ha - o lo avrebbe - caricato.
Certo, sfigura rispetto alle visualizzazioni dei palleggi di Neymar o alla clip musicale del momento. Ma se il video è effettivamente rimasto online soltanto pochi minuti sarebbe strano il contrario. 

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