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Pd: il problema è il futuro di De Luca
Il punto è trovare una linea comune sulla consiliatura

Basilicata

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POTENZA - Mentre in molti si chiedono se il gelo calato tra Speranza e Luongo (in seguito al comunicato congiunto che ha messo fine all’ultimatum) sia frutto di semplice tattica o sia l’ennesima crepa in un partito che è sempre alla ricerca di una quadratura, prosegue la fase di avvicinamento alla celebrazione del congresso cittadino di Potenza fissato per il prossimo 8 novembre.
E al netto delle candidature e ipotesi espresse dai vari capi-corrente inizia a farsi largo nelle questioni anche il tema della linea politica.
In sintesi il tema è: staccare la spina all’amministrazione comunale guidata dal sindaco di centrodestra Dario De Luca o entrare in giunta (dopo il congresso) e mantenere in vita questa consiliatura.
E’ su questo che si iniziano a cercare le convergenze. E’ un passo in avanti. In tal senso si ragiona sulla possibile alleanza tra l’area renziana del Potentino e l’area espressa da Santarsiero. Da un punto di vista politico nazionale le distanze si sono accorciate con l’ingresso dell’ex sindaco di Potenza nella corrente di Del Rio - Rughetti. Ma c’è la prospettiva cittadina che ancora non quadra: i santarseriani sono per le elezioni anticipate, i renziani invece per andare avanti con una maggioranza delle larghe intese. La sensazione è che i renziani potentini potrebbero rinunciare a un loro candidato sostenendo Croce solo in cambio di una linea più morbida nei confronti di un’intesa istituzionale con De Luca.
Altra ipotesi è quella di offrire a Speranza la vittoria congressuale proprio per far sbollire il nervosimo dell’area speranziana. In ogni caso a poco più di una settimana dal voto congressuale è tutto ancora in alto mare.
Con i lacorazziani che soffiano sul fuoco della polemica. Dopo la riunione di mercoledì sera è stato diffuso un comunicato in cui si legge infatti: «Che Potenza viva una fase difficile è evidente, ma a tutto ciò si aggiunge la preoccupazione, per le scelte del governo nazionale legate al tema delle macroregioni, di ritrovarsi capoluogo senza averne più la forza e le funzioni. Per queste ragioni la Difesa della Corte d’Appello diventa elemento vitale per l’essenza stessa del capoluogo. L’urgenza delle decisioni ci suggerisce che non possiamo più sottrarci ad una discussione vera sul futuro della città. E' necessario far emergere idee e proposte, una visione da costruire con chi Potenza la abita. Il Pd deve aprirsi al confronto. Può farlo solo celebrando il congresso. Senza indugi perché un rinvio sarebbe troppo negativo per la città. Mancano pochi giorni però, e il percorso verso l’8 novembre ci sembra ancora incerto, presumibilmente perché il congresso dovrebbe decidere se concludere questa esperienza amministrativa o meno.  Allora proviamo ad evitare contorsioni politiciste e a far ripartire il Pd. Noi, non abbiamo ancora candidato un segretario ma abbiamo offerto 9 punti, aperti, sui quali confrontarsi o perfino scontrarsi. (...). In questo modo proviamo a dare il nostro contributo di unità. L’8 novembre si elegga un segretario ma con la garanzia che entro fine anno si riavvii il tesseramento e si apra una profonda discussione sul proseguimento o meno dell'esperienza De Luca».
s.santoro@luedi.it

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