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Pd, Speranza vira su Lacorazza
Nuove alleanze verso il congresso potentino

Basilicata

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POTENZA - E’ come una sorta di quadriglia. Si cambiano i partner (o meglio le idee) come fosse una danza. Invece è il Pd di Basilicata. L’ultima “suggestione” arriva a poco più di una settimana dal congresso cittadino di Potenza (ammesso che si svolga davvero visto che più di qualcuno inizia a sollevare perplessità). Ed è quella di una ritrovata sintonia tra Speranza e Lacorazza.
Nulla di definito sia chiaro. Ma i primi segnali arrivano. Lacorazza insieme ai suoi si è isolato uscendo fuori dalle logiche dei nomi ma puntando piuttosto a riaprire il dibattito interno al Pd (mentre sul petrolio continua a tuonare come e più di prima).
Speranza invece, da parte sua, è irritato per la piega che ha preso la linea politica del Pd lucano dopo il blitz - a ultimatum in corso - di Marcello Pittella e Antonio Luongo. E l’ex capogruppo del Pd alla Camera non è uomo da farsi infilare in un angolo per poi aspettare tempi migliori. Tanto più che già all’indomani del documento a firma congiunta di Luongo e Pittella, gli speranziani avevano avuto un incontro con i defilippiani.
Ma il profilo dell’alleato ideale per Speranza oggi diventa Lacorazza e cioè il politico più di “rottura” che c’è nel Pd lucano. In tale logica si legge il comunicato diffuso da Carmine Tramutola (speranziano doc e potentino) che di fatto sembra seguire perfettamente - a 24 ore di distanza - il ragionamento lanciato dai lacorazziani con il documento di rilancio dei 9 punti programmatici.
In particolare Tramutola (e poi perchè non ha parlato Molinari per gli speranziani?) ha dichiarato: «(...) Il documento “La città prima di tutto” (che è proprio la proposta programmatica di Lacorazza) va nella direzione giusta mettendo al centro il destino della nostra comunità. Temi come l’università e la scuola, la sanità, l’urbanistica e il trasporto pubblico, lo sviluppo sostenibile e l’associazionismo rappresentano direttrici importanti, al pari del rilancio del tessuto economico e produttivo, lungo le quali costruire un percorso politico condiviso in grado di ricucire e rafforzare il legame tra il Partito Democratico e le donne e gli uomini di Potenza».
E quindi in perfetta linea con quanto auspicato ai lacorazziani, Carmine Tramutola - che ovviamente non si autocandida alla segreteria comunale - conclude il proprio ragionamento: «Il candidato alla segreteria cittadina è il punto di arrivo e non di partenza, la garanzia per tutti che una nuova e forte stagione politica è alle porte e può prendere il via».
Insomma, “se son rose fioriranno”. Ovviamente se Speranza e Lacorazza dovessero ritrovarsi insieme per comporre un fronte anti renziano - pittelliano c’è da capire come la prenderebbe l’area più moderata dell’area speranziana.
In ogni caso poi si rischierebbe un muro contro muro al congresso cittadino perchè dall’altro lato tra i renziani (Polese e Margiotta su tutti) e Santarsiero si sta tentando di fare massa critica. Il rischio è che si vada a uno scontro frontale anche per la segretario dem di Potenza. La via di uscita potrebbe essere una candidatura unitaria. Ma al momento oltre a qualche auspicio sui social network questa ipotesi rimane debole.
s.santoro@luedi.it

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