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Potenza, le manovre a destra di De Luca
Il primo cittadino tra nuove, vecchie alleanze

Basilicata

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POTENZA - In attesa dell’ormai prossimo congresso cittadino del Pd, dal quale uscirà la linea politica del maggiore partito in Consiglio comunale sulla situazione della città capoluogo, il sindaco De Luca sembra sempre più spostato verso il centro destra.
A qualche settimana di distanza dal nuovo patto sancito con Fratelli d’Italia, a ricucitura di un rapporto ormai incrinato, ora il primo cittadino ci prova anche con la lista civica “Per la città”. Dopo averlo sostenuto con tutte le forze in campagna elettorale, la civica che fa capo a Vincenzo Belmonte - rappresentata in Giunta dall’assessore all’Istruzione, Margherita De Francesco, poi messa fuori dal sindaco - si è ritrovata gradualmente sempre più distante dalle scelte di De Luca.

Prima l’avvicinamento ai nemici Pd, poi la revoca delle deleghe all’assessore, mai sostituita; fino alle ultime vicende che hanno segnato la nuova intesa con il partito di Gianni Rosa, da cui sono rimasti esclusi i referenti della lista civica. Ufficialmente Belmonte e i suoi hanno sempre ribadito di non essere interessata a poltrone.

Ma da tempo è evidente il crescendo di amarezze e delusioni che i dirigenti del movimento e lo stesso consigliere Antonio Vigilante non hanno mancato di rimarcare anche attraverso comunicato ufficiali. Nonostante le due critiche, ora De Luca prova a rattoppare, chiamando “a corte” gli esponenti della lista. E l’incontro di fatto c’è stato. A dialogo con il primo cittadino, i coordinatori cittadini Mariangela Riviezzi e Giovanni Boncristiano. Non avrebbero, partecipato, invece, nè il coordinatore regionale Vincenzo Belmonte, nè il consigliere Vigilante.

Dalla riunione, però, non sarebbe emerso nulla di significativo. Insomma, almeno per il momento, nessuna pace fatta. Anzi, nell’occasione la lista civica avrebbe ribadito l’amarezza per gli impegni disattesi: dai programmi elettorali di cui non ci sarebbe più traccia, alla composizione della Giunta ritenuta non all’altezza dell’arduo compito.
Ma soprattutto, al movimento non scenderebbe giù il doppio filo che tiene legato il sindaco al Partito democratico. Tradendo di fatto le iniziali alleanze della campagna elettorale che lo hanno portato alla vittoria. Un rapporto di fiducia che appare, almeno per ora, irreversibilmente incrinato.
Il tentativo fatto da De Luca di riallacciare i rapporti alla vigilia del congresso cittadino dei democratici - fallito l’accordo con il segretario Luongo, aveva già spostato nuovamente a destra l’asse dell’amministrazione - potrebbe denotare una certa preoccupazione da parte del sindaco per i possibili risvolti in casa Pd. Per come da tempo vanno le cose all’interno del partito, è difficile immaginare che il congresso dell’8 novembre basterà a sciogliere tutti i nodi. Ma seppure al momento non sia quella predominante, resta sempre in piedi l’ipotesi di un voto anticipato già alla prossima primavera.

In questo caso il partito avrebbe tutti i numeri per staccare definitivamente la spina all’amministrazione De Luca. Ed è possibile che il sindaco - che difficilmente troverebbe spazio nel già affollatissimo Partito democratico - si stia guardando intorno per costruire alleanze politiche nell’eventualità di nuove elezioni.

Se nel congresso dei democratici dovesse emergere, invece, la linea di chi è pronto a mandare avanti il primo cittadino (se non fino a fine consiliatura, almeno per qualche altro anno), De Luca sarebbe chiamato a un chiarimento politico che non consentirebbe un eccessivo spostamento a destra.

Insomma, gli scenari sono tutti aperti e possibili. Concetto molto chiaro al primo cittadino il cui destino resta vincolato alle scelte del Pd.

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