Salta al contenuto principale

Nel Pd è sempre la “solita” sfida
Luongo incontra Lacorazza per tamponare a sinistra

Basilicata

Chiudi

Luongo e Lacorazza

Apri
Tempo di lettura: 
3 minuti 45 secondi

POTENZA - E tanto tuonò che piovve (e Socrate e sua moglie Santippe non c'entrano).

Ma dopo settimane in cui sembrava che il congresso cittadino del Pd di Potenza non interessasse a nessuno a pochi giorni dall’appuntamento congressuale è esploso il dibattito, lo scontro dialettico, i posizionamenti e anche le inevitabili polemiche.

C’è stata una accelerazione vigorosa. Da parte di tutti.

Tanto che negli ultimi giorni hanno iniziato a proliferare incontri, cene, messaggi e tanto altro. Insomma è tornato il Pd pre-consultazioni e il Pd pre-congressuale dove tutti pensano allo scontro ma dove alla fine la ricerca della mediazione portata allo sfinimento spesso prevale (almeno da due anni a questa parte) o in un nulla di fatto o in soluzioni “pasticciate”.
La vicenda questa volta non vede però due candidati contrapposti. Quelli in fondo (tranne il candidato dell’area Santarsiero, Carmine Croce) ancora mancano. La partita piuttosto si gioca sul metodo. E come al solito tutto ruota intorno alla “primarie”. Ma con la particolarità che non ci sono nomi. Almeno fino ad ora.

Volendo fare una sintesi sommaria c’è una spaccatura quasi verticale. Da un lato ci sono i renziani guidati da Polese e Margiotta con l’aggiunta di Santarsiero che chiedono l’apertura del congresso a tutti attraverso le primarie. Dall’altro c’è chi come Lacorazza (e poi Speranza) che partendo dalla proposizione dei temi escludono a questo punto qualsiasi tipo di cambiamento delle regole in corsa. Regole che in pratica ammetterebbero alla votazione per la nuova segreteria cittadina solo i tesserati fino al 2013 più una sorta di bonus di una ventina di nomi a testa per big dei tesserati del 2014.

Ovviamente la questione è ben più complessa. Perchè Lacorazza da parte sua ricorda di essere stato quello che più di tutti si è sempre speso per l’apertura in tempi non sospetti mentre Polese e gli altri ricordano che consentire di scegliere il segretario cittadino a una platesa di tesserati ferma a un Pd di due anni fa è come non voler ammettere che il mondo è cambiato.
Al netto della validità di ciascuna opinione è evidente che a questo punto sul congresso cittadino si addensano molte nubi.

Il rischio è quello di esacerbare nuovamente il quadro politico, per la verità mai del tutto rasserenato.

Ovviamente dietro questa contrapposizione ci sono malumori mai sopiti, nuove alleanze e aspetti mai chiariti del tutto.

La sensazione è che alla fine tutto possa risolversi in un nulla di fatto con l’individuazione last minute di un candidato unitario che stia bene a tutti. O che scontenti in egual maniera gli sfidanti più accesi. Alcuni nomi iniziano a circolare. Il primo (e forse proprio per questo non certo favorito ad arrivare fino in fondo) è quello di Luca Lorenzo. Gli altri (quelli davvero favoriti) vengono ancora tenuti nascosti.

Ma intanto la bagarre è appena all’inizio (mai come in questo caso 5 giorni sembrano un’eternità) . E in tutto questo De Filippo si candida a fare il paciere richiamando ciascuno a fare un passo indietro proprio per trovare una candidatura unitaria.

Ma intanto il segretario Luongo non sta certo fermo. Anzi. Innanzitutto domenica scorsa ha incontrato in quello che doveva essere un incontro riservato il presidente del consiglio regionale Lacorazza. Difficile dire cosa si siano detti, ma non sembra un caso che sole 24 ore dopo Luongo blocca le richieste di apertura del congresso richiamando le regole statutarie. Non sfugge che ai renziani sia tornato in mente “l’editto Epifani” di due anni fa. Cioè quando a Pittella, vincitore delle Primarie fu chiesto da Roma di non candidare tutta una serie di nomi. Allora si rischiò il peggio. Oggi la storia potrebbe ripetersi. Ma intanto le questioni questa volta sono molto più diluite in un contesto dove il Pd è meno “solido”.

In ogni caso è evidente che Lacorazza, Speranza e Luongo stiano di nuovo ragionando su una base politica comune: l’addio di Folino ormai scontato al Pd lucano rende necessarie alleanze a sinistra ma nel Pd per fronteggiare comunque un problema. In tutto questo Luongo si muove su due tavoli dovendo comunque tenere fede alla road map siglata con Pittella al quale ha assicurato pieno sostegno del Pd sulle azioni del governo regionale. E non si può certo tornare indietro.
s.santoro@luedi.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?