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Un rompicapo, non un congresso
Il Pd comincia il conteggio delle tessere

Basilicata

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POTENZA - E’ iniziata la fase del conteggio.

Eppure il congresso quello vero si svolgerà solo domenica prossima. Ma ieri in Consiglio regionale nei banchi del Pd la questione più “importante” era capire chi ha più tessere in proiezione congressuale a Potenza. Con tanto di fogli con nomi e tesserati divisi per correnti. E si facevano somme e sottrazioni per tentare di capire, in caso di scontro frontale chi sarebbe in testa.

La sensazione è che si andrebbe a un conteggio incerto fino all’ultimo voto. Tanto che un certo punto qualcuno è sbottato contro il tesseramento online. Perchè su quegli iscritti qualche dubbio rimane rispetto a quale corrente facciano riferimento. Si parla di una 50 di tesserati via web. Che visti i numeri potrebbero essere determinanti.

In ogni caso, rispetto ai dati che diversi consiglieri regionali ieri mostravano si è appreso che gli aventi diritto a esprimere il voto per il prossimo segretario cittadino di Potenza sono 1.048.

E Piero Lacorazza non ha fatto mistero dei “suoi”: variano da un minimo di 115 a un massimo di 140. E cioè i lacorazziani peserebbero dall’11 al 14 per cento degli aventi diritti. In tutto questo si è appreso anche che a “stima” De Filippo e Speranza dovrebbero contare a testa oltre 200 tesserati come dall’altro lato della Barricata Santarsiero. Poco meno dovrebbero essere quelli di Margiotta.

In ogni caso si facevano i conti contando da un lato le tessere di Margiotta, Polese, Giuzio e gli altri renziani potentini più quelle di Santarsiero. Dall’altro lato la somma era tra le tessere espresse dalle correnti di De Filippo, Speranza e Lacorazza. Comunque la si veda sarebbe un testa a testa e chiedendo alle due fazioni diverse il commento è più meno questo: «Di poco ma forse siamo in vantaggio noi».

Si comprende facilmente che in queste condizioni prende corpo l’ipotesi di una candidatura unitaria per evitare l’inevitabile bagno di sangue. Ma intanto a 5 giorni dal congresso se ne parla ma non ci sono soluzioni concrete. O meglio una proposta forte c’è stata ma senza (almeno per il momento) una ratifica. Perchè dalle alte sfere dei renziani lucani sarebbe stato chiesto a Erminio Restaino (che renziano non è) la disponibilità a candidarsi segretario cittadino per garantire autorevolezza, esperienza e prestigio.

Il problema però sarebbe sorto per la freddezza di Luongo (eppure Restaino è stato uno dei sostenitori del segretario nella scorso congresso regionale del 2014).

In realtà su Restaino ci sarebbe il “veto” di Speranza. Candidatura già caduta? Forse, ma intanto la vicenda si complica. Tanto più che a De Filippo invece una candidatura unitaria non farebbe piacere: di più.

La questione è delicata: se si va allo scontro l’ex governatore starebbe con Speranza e Lacorazza. Ma il suo sostegno potrebbe essere determinante per far perdere i renziani a Potenza. La domanda è: il sottosegretario alla Sanità che fa quindi parte della squadra di Renzi a Roma può in Basilicata far questo “dispetto” al premier? Tanto più che della vicenda sarebbe stato informato Lorenzo Guerini che ha assicurato i renziani potentini di “monitorare” il voto congressuale. Insomma caos su caos. E intanto c’è sempre la vicenda Folino. Ieri al termine dell’assemblea nazionale Pd è stata praticamente ufficializzata l’uscita di D’Attorre e Galli. Qualche dubbio veniva espresso ancora sull’uscita dal Pd di Vincenzo Folino. In realtà da quanto si appreso il deputato lucano potrebbe formalizzare il suo addio al Pd già oggi. Tanto più che dall’entourage di Folino viene espressa amarezza per il non intervento di Speranza da leader della minoranza dem all’assemblea di ieri che di fatto ha evitato di parlare a favore del suo ex (a questo punto) riferimento politico.

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