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Il dubbio: Restaino o non Restaino?
Verso il congresso del Pd di Potenza

Basilicata

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POTENZA - Avanza la candidatura di Restaino alla segreteria cittadina del Pd di Potenza. Da indiscrezioni: dopo 24 ore di “silenzio imbarazzato” Luongo avrebbe telefonato allo stesso Restaino assicurando che sulla vicenda ci sta già lavorando. In ogni caso, c’è tempo fino a domenica.
Ma è chiaro che dopo l’accelerazione su Erminio Restaino, idea “unitaria” proposta lunedì mattina dai pittelliani si inizia a valutare la portata della sua candidatura.
La “patata” bollente ora è (tanto per cambiare) nelle mani del segretario regionale Antonio Luongo. Si parte dalla richiesta di larga convergenza di Restaino: la sua disponibilità è legata a tre “condizioni”: elezione a maggioranza non necessariamente unanime ma comunque larga. Potrebbe bastare un 70 - 80 per cento.
Anche se il precedente di Luongo eletto segretario regionale con una base elettorale di poco superiore al 40 per cento potrebbe suggerire allo stesso Restaino di accontentarsi anche di una maggioranza non larghissima. Le altre due condizioni di Restaino sono libertà di azione per ridare “dignità” al Pd potentino non inseguendo più De Luca ma imponendogli la linea e possibilità anche di incidere sulla scelta dei profili degli eventuali assessori comunali da consegnare allo stesso sindaco di Potenza. Sta a Luongo comunque capire come far digerire la questione a Lacorazza, Speranza e De Filippo. Quest’ultimo in ogni caso già ieri si è detto possibilista commentando sinteticamente: «Chi cerca davvero l’unità non può usare la parola veti». E il sottosegretario alla Sanità ha anche ricordato l’antica amicizia che lo lega a Restaino, nonostante qualche screzio, definito, “ampiamente superato”. Più complessa la posizione di Speranza anche se dal suo entourage hanno fatto sapere che non c’è un veto ma soltanto una distinzione politica. In pratica Restaino viene considerato di fatto renziano, di conseguenza servirebbe un ragionamento complessivo: insomma Pittella e Luongo si dovrebbero fare garanti anche di altre questioni. In primis in prossimo rimpasto di giunta regionale. In ogni caso per Speranza c’è la vicenda Folino ancora da digerire e metabolizzare. E poi c’è Lacorazza che fa sapere che Restaino non sarebbe il candidato ideale. Non per distinguo sulla persona ma piuttosto sul profilo politico dell’ex segretario regionale. In pratica il presidente del Consiglio regionale mette in testa la necessità per il partito potentino di sapersi rinnovare e non “conservarsi”. In tutto questo, secondo le indiscrezioni, ci sarebbe la reazione di Luongo che avrebbe messo in campo altre soluzioni di “disturbo”. La sensazione è che la ricerca di una candidatura unitaria proseguirà fino all’ulimo momento utile: magari anche a congresso iniziato domenica mattina.
Intanto ieri, il capogruppo del Pd al Comune di Potenza e segretario cittadino uscente, Giampiero Iudicello ha diffuso il proprio pensiero ufficiale in un nota: «La città di Potenza sta attraversando un periodo difficile: siamo di fronte a uno stallo amministrativo, e si avverte, a vari livelli, la mancanza di prospettive e di visioni che portino a dare speranza a una comunità che soffre e a immaginare la Potenza di domani. Il congresso cittadino del Pd, non puo prescindere da questo. Non ci possiamo occupare di organigrammi e lotte tra fazioni. Dobbiamo occuparci della città, di idee e proposte di merito. Dobbiamo affrontare il tema politico se mandare o non mandare avanti questa consiliatura tenendo però come bussola della nostra discussione non i desiderata di questa o quella corrente (...) ma l'interesse della città e quello del Pd nella sua interezza».
Iudicello quindi, dopo aver rivendicato il grande lavoro svolto dai consiglieri comunali nella messa in sicurezza dello stato finanziario del Comune mostrando «grande senso di responsabilità» nell’evitare il commissariamento comunale, rilancia: «Ritengo che non siano le beghe e le discussioni interne ai partiti e le guerre interne, fatte attraverso le tessere o le primarie (...) le cose che interessano ai cittadini e ai nostri militanti». Iudicello quindi aggiunge rilanciando la proposta politica lanciata dai lacorazziani: «Siamo in tempo per recuperare, svolgere un congresso che abbia nei temi della città e della rigenerazione e risintonizzzazione del Partito con la città, i veri elementi di discussione, senza usare formule mistificatorie finalizzate a interessi di corrente. Un dibattito serio e franco partendo dai 9 punti che alcuni hanno posto alla base di una discussione, integrandoli, approfondendoli, facendo tema vero di confronto congressuale le questioni di merito e non solo quelle strettamente politiche o peggio politiciste».

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