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«L’unità non nasconda le contraddizioni»
L'appello: chiarire cosa fare con De Luca e le forze in consiglio

Basilicata

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POTENZA - Restaino o non Restaino? Mentre il resto del partito rimane a sfogliare la margherita rispetto alla proposta di candidatura unica avanzata dai renziani, in accordo con l’ex sindaco Vito Santarsiero, e un potenziale placet anche da parte del sottosegretario De Filippo, sono i delegati di Lacorazza a dire la loro, in vista del congresso di domenica.
Il presidente del Consiglio regionale ha già avuto modo di chiarire la sua posizione sull’ipotesi di Restaino segretario: non sarebbe il nome giusto, non per le qualità della persona, ma piuttosto per il suo profilo politico. Non corrispondente all’identikit di una guida di rinnovamento che invece il presidente chiede.

E all’indomani, quando ormai mancano pochi giorni all’atteso appuntamento di domenica, i suoi rilanciano su quello che vanno ribadendo da tempo: non è esclusivamente una questione di nomi.

Il congresso non può essere ridotto a questo. Soprattutto se si tratta di un’assemblea che arriva con più di un anno di ritardo e che ha da riflettere sul passato, ma soprattutto sul futuro.

E di certo neppure la convergenza unanime risulterebbe risolutiva in assenza di una reale discussione sul dove si intende portare la città.

I rapporto con De Luca ma anche con le forze presenti in consiglio: si può davvero prescindere da questo? E non solo. C’è la parte programmatica. Nel documento elaborato dall’area che fa riferimento al presidente del Consiglio regionale, e presentato già i punti sui quali si invita il partito a confrontarsi sono ben nove.

Una proposta di discussione su cui si sono già espressi favorevolmente il segretario cittadino uscente, Giampiero Iudicello e il componente della segretaria speranziano doc, Carmine Tramutola.

«Abbiamo avuto il merito - si legge nella nuova nota dei delegati che si sono dati anche un slogan, “la città prima di tutto” - di porre al centro del dibattito pre congressuale del Pd i temi di cui parla la comunità potentina».

Poi l’“altolà” a quelli che «dietro l’invito a voler fare un congresso unitario, si chiudono dentro schemi che mescolano, con molte contraddizioni, spinte al cambiamento e anche no, all'accordo o alla rottura definitiva con l'amministrazione De Luca, oggetto di molte attenzioni fino al punto di essere a pochi centimetri dalla nomina di una giunta».

E l’invito a fare di quello di domenica un’occasione di discussione che dia «dignità» al congresso del maggior partito della città. E che metta il Pd cittadino nelle condizioni di affrontare i nodi politici da tempo irrisolti, nell’approccio rispetto alla Giunta De Luca, ma anche nel rapporto con le forze in consiglio, «la cui articolazione - sottolineano non è scontata e soprattutto potrebbe generare ulteriori tensioni e rotture».  E nello specifico, mettono le mani avanti rispetto all’ipotesi di una maggioranza che veda insieme Pd e Fratelli d’Italia, «la cui proiezione regionale - spiegano - terrebbe insieme il presidente Pittella e il consigliere Gianni Rosa. 

Rispetto alla candidatura di Restaino non scioglie invece il nodo Roberto Speranza. Dal parte del quale non ci sarebbe un vero e proprio veto, ma più che altro un sì a condizioni: non si tratterebbe di un candidato “neutro”, ma espressione dei renziani che partirebbero così da una posizione di svantaggio nella definizione delle prossime partite, in primis quella per la Giunta regionale.

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