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Annullate le elezioni a Grumento Nova
I giudici: «Voto falsato dalla candidatura di Laveglia»

Basilicata

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POTENZA - Non sono Antonino Laveglia era incandidabile come primo cittadino di Grumento Nova, ma anche la lista che lo sosteneva. Per questo motivo, dato che i voti ricevuti sono risultati determinanti nella contesa per la fascia di primo cittadino, le elezioni vanno annullate e rifatte da capo. Il sindaco e il consiglio comunale sono decaduti e il prefetto a breve nominerà un commissario per tragettare l’amministrazione.

Così ha deciso il Consiglio di Stato accogliendo il ricorso di Enzo Romeo, candidato a sua volta alle amministrative del piccolo paese della Val d’Agri a maggio del 2014.

Laveglia era stato già escluso dalla competizione nelle liste da La Destra per le regionali nel 2013, per effetto della legge Severino e di una vecchia condanna ormai definitiva a più di due anni di reclusione. Ma a distanza di qualche mese aveva deciso comunque di candidarsi come sindaco nella “sua” Grumento Nova: nemmeno 2mila abitanti, ma anche un tesoretto di royalties da oltre 2milioni all’anno, per il petrolio estratto dall’Eni sul suo territorio.

Con 355 voti la sua lista si era piazzata al secondo posto dietro quella di centrosinistra guidata da Antonio Imperatrice. Quindi l’assegnazione di due seggi in consiglio comunale di cui uno sarebbe spettato proprio a lui, salvo l’intervento della Prefettura di Potenza, «che con nota del 7 giugno 2014 aveva ritenuto appunto sussistere (...) le cause ostative all’assunzione del mandato (...) Sicché il Consiglio comunale di Grumento Nova, anche alla luce di detto parere, con deliberazione numero 8 dell’11 giugno 2014 aveva stabilito di non convalidarne l’elezione a consigliere comunale».

La questione si sarebbe potuta concludere così, col subentro al posto di Laveglia di Maria Diletto. Ma a rilanciarla c’ha pensato un altro candidato sindaco, Enzo Romeo, a capo di una lista vicina a Sel, arrivata per ultima nelle consultazioni.
Fierro è andato prima di fronte al Tar Basilicata, che ha giudicato il suo ricorso «fuori tempo», poi fino in Consiglio di Stato. Sostenendo che i voti - illegittimi - ricevuti da Laveglia, erano comunque risultato determinanti nella contesa tra il lacorazziano Imperatore, e il pittelliano Saverio Caprarella. Perciò le elezioni andavano annullate e ripetute: «stabilendo che alla nuova consultazione avrebbero potuto partecipare le sole liste precedentemente ammesse». Con l’eccezione di quella guidata da Laveglia.

Il Consiglio di Stato gli ha dato ragione per la prima parte, ma sulla seconda ha optato per una nuova consultazione aperta anche a nuove candidature.

«Non resta quindi che convenire - scrivono i giudici - (...) sulla complessiva turbativa suscitata dall’illegittima ammissione della lista collegata al candidato sindaco più volte menzionato, in assenza della quale s’impone il fondato sospetto che l’esito della consultazione sarebbe potuto essere diverso».

La sentenza sarà trasmessa al Prefetto che nei prossimi giorni dovrà mettere in atto gli adempimenti del caso. In situazioni simili le nuove consultazioni si sono svolte nell’arco di 3 mesi.

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