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Salvataggio della clinica Luccioni, il caso in aula
4 della maggioranza votano con il centrodestra

Basilicata

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POTENZA - Pd contro Pd (e centrosinistra contro centrosinistra) in Consiglio regionale e alla fine a sorridere sono quelli dell’opposizione che si vedono approvare una legge. E sorridono evidentemente anche i dipendenti. Perchè in conclusione dei lavori consiliari si può scrivere che “la Clinica Luccioni al momento è salva”. E salvi sono, quindi, anche i livelli occupazionali della struttura sanitaria. Questo grazie all’approvazione della proposta di legge sulle “Misure urgenti per l’adeguamento delle strutture sanitarie private”. La normativa che riguarda la clinica è la sintesi delle proposte dei consiglieri Vito Santarsiero (Pd) e Michele Napoli (Fi).

La proposta di legge approvata ieri prevede che entro tre mesi Walter Di Marzo, titolare della clinica, presenti alla Regione istanza per la delocalizzazione della struttura, visto che i lavori di adeguamento che il Consiglio di Stato, dando ragione alla Regione, ha imposto sono impossibili da effettuarsi nella sede di via Mazzini.

La Regione, ricordiamo, era ricorso al Consiglio di Stato dopo che il Tar aveva dato ragione ai vertici della clinica sulla questione relativa all’adeguamento strutturale.

Una volta presentata l’istanza per la delocalizzazione Di Marzo «al netto dei tempi per le autorizzazioni - come ha spiegato il consigliere Vito Santarsiero - entro il 28 febbraio del 2017» dovrà lasciare la storica sede di via Mazzini.

Il provvedimento «consentirà - ha aggiunto Santarsiero - anche in tempi brevi l’adeguamento della Luccioni mettendo fine a una storia complessa e salvaguardando in tal modo non solo un pezzo di storia della città ma anche un punto di forza della nostra sanità».

La vicenda consiliare però si contorna dei caratteri del giallo politico. Perchè alla fine la il salvataggio della Luccioni avviene con il voto del centrodestra rinforzato da 4 consiglieri di maggioranza contro il parere del Pd e del presidente della giunta regionale Marcello Pittella. Si tratta di altro tradimento? Da via Verrastro, ovviamente, si minimizza. Ma sta di fatto che Vito Santarsiero (Pd), Nicola Benedetto (Cd), Luigi Bradascio (Pittella presidente) e Paolo Galante (RI) hanno votato a favore di una legge che in precedenza era stata “bocciata” dal capogruppo del Pd, Roberto Cifarelli e anche dal consigliere dem, Vito Giuzio.

Tanto più che era intervenuto a sorpresa il governatore a rafforzare la linea del “va bene tutto ma le leggi si rispettano”. Pittella nel proprio intervento prima ha rigettato gli attacchi strumentali e politici contro la sanità e poi sulla Luccioni pur riconoscendone il lavoro eccellente negli anni ha chiarito: «Noi possiamo prendere posizione su ogni argomento, ma sempre mantenendo il rispetto rigoroso delle istituzioni e lasciando le decisioni alla sovranità del consiglio regionale. Io non pretendo di portare all’ammasso il cervello di nessuno, ma nessuno deve pretendere il contrario. C’è stata una sentenza del Consiglio di Stato. E io da uomo delle Istituzioni, oltre che da privato cittadino, avverto il preciso dovere di osservare la legge».

Ma non è bastato evidentemente. C’è da dire che in precedenza consiglieri del Pd avevano espresso voto a favore alla stessa legge in Commissione permanente. La sensazione è che il clima interno alla maggioranza sia diventato incandescente. Per la cronaca la legge è stata approvata anche dai consiglieri di FdI, Fi, Udc e gruppo misto. Oltre che dei 4 della maggioranza già citati. Contro invece si sono espressi Cifarelli, Giuzio, Castelgrande, Robortella e Spada del Pd insieme a Pietrantuono del Psi.

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