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Congresso Pd senza unità in partenza
Tentativi di accordo in extremis

Basilicata

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POTENZA - Un sabato di straordinario. E non è escluso che anche oggi, il congresso cittadino del Pd di Potenza diventi una maratona. Alle 23 di ieri sera le diplomazie dei 2 blocchi contrapposti (in realtà 3 perchè speranziani e lacorazziani dovrebbero essere alleati in caso di scontro ma fino all’ultimo tutto è da scrivere) erano ancora al lavoro. Su 2 livelli: il primo comporre le liste dei delegati da eleggere la seconda per vedere di trovare una quadratura sull’unitarietà. In ogni caso da quanto si è appreso sia l’area renziana che quella di Speranza hanno preparato un doppio “menù” con 2 candidati di scontro. Per i renziani è l’ex assessore regionale Erminio Restaino. Per gli speranziani è Pietro Fedeli. Ora è chiaro che fino all’ultimo momento si proverà a evitare il “bagno di sangue”: per chi perde delle due aree non ci sarebbe prova di appello con il rischio che tutto il Pd a livello regionale si ritrovi invischiato in un clima di duello che complicherebbe tutto.
Tanto più che l’ultima seduta di consiglio regionale con il centrosinistra che si è spaccato sulla clinica Luccioni lascerà di certo degli strascichi nelle prossime settimane. Una ulteriore frattura congressuale metterebbe altra tensione.
In ogni caso ieri sera i renziani hanno anche preparato una lista di nomi di candidati segretari da proporre a Speranza e Lacorazza in un’ottima di unità. Sono otto i nomi. Ci sono i 4 consiglieri regionali di area e cioè Mario Polese, Vito Giuzio, Vincenzo Robortella e Vito Santarsiero. E ancora altri 4 nomi che sono Loredana Albano, Rocco Catalano, Carmine Croce ed Enzo Sarli. Ed è proprio questo il nome che potrebbe essere quello giusto visto che da indiscrezioni di qualche giorno fa era il nome più gradito all’ex capogruppo del Pd alla Camera dei deputati.
Ovviamente nella notte sono proseguiti gli incontri e le mediazioni diplomatiche. Ed è probabile che tutto prosegua anche nella giornata di oggi in qualche stanza riservata dell’Hotel Vittoria.
Anche perchè c’è il tema dei sessanta candidati. Ammesso, infatti, che si trovi la quadratura su un nome unitario poi ci sarebbe da comporre una lista di 60 delegati eletti che accontenti tutte le aree. E non sarebbe un problema da poco visto che il congresso regionale dell’agosto 2014 di fatto non è ancora concluso proprio perchè le varie correnti intestine del pd non trovano il giusto equilibrio per chiudere i vari organismi dirigenziali.
Anche se a questo punto non si può nemmeno escludere che vista la situazione si decide di eleggere solo il segretario e rinviare tutto il resto. Ad ogni modo ieri è stata anche la giornata del “no” definitivo di Luongo e Speranza a Restaino come candidato unitario. La reazione dello stesso Restaino è stata quella di comunicare a Pittella e Margiotta di essere pronto anche a rivestire il ruolo di candidato di scontro. Chiaro che Restaino non abbia gradito il veto da parte di chi ritiene in debito nei propri confronti per il sostegno al congresso regionale a favore di Luongo. In tutto questo De Filippo continua a essere il maggiore sostenitore della candidatura unica anche se da Roma non sono pochi i big speranziani che chiedono di “battere” Speranza come favore personale.

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