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Il Pd a congresso su un nome unico
La segreteria cittadina all'avvocato Enzo Sarli

Basilicata

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POTENZA - E’ Enzo Sarli il nuovo segretario cittadino del Pd di Potenza. Come anticipato già venerdì scorso dal nostro giorno era l’ex presidente degli avvocati di Potenza la sintesi possibile evidentemente tra i renziani - in questo caso capeggiati da Margiotta che più di tutti ha spinto per questa ipotesi - e l’area Speranza. Ma non è stata una passeggiata. Alla fine ha prevalso la “responsabilità” e la volontà da parte di un pò tutti i big di primo piano di provare a non “smentire” subito l’accordo siglato da Luongo e Pittella su un nuovo percorso di sintonia del partito (quello che di fatto ha azzerato l’ultimatum del governatore al segretario regionale dem) e anche la necessità di provare a uscire dal solito schema di scontro che ha caratterizzato gli ultimi due anni del Pd lucano.

Se la ciambella avrà il buco si vedrà. Ma intanto il partito ha un nuovo segretario cittadino eletto all’unanimità. Di contro però il congresso potentino ha segnato delle novità importanti. La maggioranza di Luongo del 4 agosto 2014 si è polverizzata. In pratica il segretario regionale esce dall’appuntamento di ieri commissariato. Santarsiero ha ufficializzato e formalizzato l’ingresso nell’area renziana. De Filippo è praticamente sulla stessa strada: Speranza lo ha escluso non concedendo al sottosegretario “asilo” nella propria lista di candidati. Restaino glie lo ha proprio detto a Luongo. E tanti altri (tra cui Loredana Albano) si sono consegnati a Renzi.

Insomma da ieri il Partito democratico lucano è ufficialmente un’altra cosa rispetto già a qualche mese fa.

Ovvio anche che questo porterà a novità anche nella linea politica a tutti i livelli. Il dibattito congressuale infatti è stato un continuo salto tra questioni iper locali e nazionali.

L’orizzonte è tentare di cambiare quanto fatto finora per evitare altre sconfitte elettorali e sanare la vicenda potentina amministrativa. Anche se proprio quello che ora accadrà con De Luca è stato il grande assente. Cioè ognuno ha espresso giudizi e consigli. Ma nelle mani del nuovo segretario non è stato consegnato nessuna linea operativa: si vedrà anche questo. L’importante insomma era uscire dal congresso con una scelta unitaria. Il resto è sembrato un contorno.

Da parte sua il nuovo segretario cittadino Sarli non è parso un politico strutturato. Tutt’altro. La sfida per lui sarà complicatissima come lo fu per Petrone.

Lo stile del personaggio è la stessa. Da parte sua, imbarazzato, ha spiegato ancora prima di essere eletto che «vorrei costituire la sintesi di due anime politiche. Soprattutto perchè in una realtà così piccola come la nostra non ha senso che restino in vita tante correnti. Il Pd che deve far fronte a tante forze politiche che incalzano deve ritrovare l’unità. Solo così e con contenuti chiari privilegiando le persone alle strategie politiche e agli incontri e al sottobosco può vincere le sfide. Io sono al servizio del partito e della cittadinanza».

Mentre sulla scelta da fare rispetto all’amministrazione comunale guidata dal centrodestra ma sostenuta dal Pd ha spiegato candidamente: «Non sono in grado di rispondere. Ho delle convinzioni personali. Ma queste convinzioni ovviamente devono essere condivise anche dalla direzione che verrà da qui a poco eletta. Il mio compito sarà quello di convocare la Direzione, costituire un direttivo e decidere la linea politica più utile a partito e alla città».

Per il resto ha detto di condividere sia le ragioni di chi è per il voto anticipato che quelle di chi chiede di andare avanti entrando in giunta. Insomma ci vuole tempo. Ancora.

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