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De Filippo “scaricato” da Speranza sceglie l’auto-rinuncia
L'ex governatore non elegge delegati

Basilicata

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POTENZA - Alla fine è stata raggiunta la sintesi unitaria e quindi “W l’unità”.

Ma che il congresso cittadino sia stato un travaglio non sfugge a nessuno. Basta raccontare la tensione di ieri mattina: De Filippo e i suoi in un angolo a discutere fitto fitto con i volti scuri dei suoi; Santarsiero nel ruolo di spola tra i vari gruppetti; Restaino che fumava nervosamente in un altro angolo del piazzale; Molinari che gonfiava il petto e chiamava a raccolta gli speranziani....

Il candidato segretario Sarli era in vantaggio su tutte le altre ipotesi. Non tornavano i conti però sui delegati. Sessanta i posti a disposizione. L’accordo trovato nella nottata precedente prevedeva una perfetta divisione tra speranziani (più Lacorazza) e renziani della prima, seconda, terza e pure quarta ora.

A complicare tutto però è spuntato il “niet” di Speranza a esprimere anche i delegati di Vito De Filippo. Motivazione: per l’ex capogruppo alla Camera dei deputati il Sottosegretario alla Sanità è ormai un renziano di fatto.

Vicenda che ha infiammato gli animi e costretto molti a riprendere le calcolatrici: i 250 tesserati defilippiani aggiunti ai renziani portavano a una netta maggioranza. La questione per un paio di ore ha prospettato uno scontro.

Evitato da De Filippo che alla fine ha rinunciato a eleggere delegati per consentire la tregua unitaria. Protagonista anche Pittella che ha “calmato” i suoi chiedendo di percorrere la linea della mediazione fino alla fine. 

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