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Polemiche sui conferimenti dell’Archivio di Stato
per la mostra realizzata con i 25.000 euro assegnati dal Consiglio

Basilicata

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POTENZA - Sono sul piede di guerra alcuni storici e professionisti del settore, per la mostra sulla Grande Guerra, inaugurata, solo qualche giorno fa al museo provinciale di Potenza(alla presenza del presidente Lacorazza, del viceministro Bubbico, del presidente della Provincia Valluzzi e del capo di Gabinetto del ministero del Turismo, D’Andrea).

O meglio - precisano - nulla da dire sull’iniziativa, «il buon lavoro fatto non è in discussione». Quello che non convince, invece, è il modo in cui sono stati assegnati gli incarichi per la realizzazione dell’esposizione “La Basilicata e la Grande guerra”, frutto del progetto e della collaborazione fra la Regione Basilicata e l’Archivio di Stato di Potenza.

Si tratta di una delle iniziative volute sul territorio, a cento anni dall’ingresso dell’Italia in guerra: una mostra documentaria e il relativo catalogo che ricostruiscono gli effetti del conflitto sulla vita dei soldati partiti per il fronte e delle proprie famiglie e in generale sul tessuto sociale. Oltre a questo, è stato ideato una sorta di racconto parallelo dal fronte di guerra con fotografie, cimeli e brani letterari, con l’aggiunta di due postazioni multimediali per visionare filmati e interrogare l’Albo d’oro dei caduti lucani.
Il Consiglio regionale ci ha messo 25.000 mila euro. Risorse gestite direttamente dall’Archivio di Stato che ha provveduto anche ad affidare gli incarichi. «Secondo quali criteri?», chiede lo studioso di storia Giovanni D’Andra, che aggiunge: «Visto che siamo di fronte a un corposo sostegno della Regione, non sarebbe stato meglio coinvolgere gli operatori del settore, con una selezione aperta a tutti? ». Anche perché - secondo D’Andrea - «alcuni dei nomi di coloro che si sono aggiudicati gli incarichi ritornano spesso negli affidamenti dell’Archivio».

Precisa: «Nulla da dire sulle loro qualità professionali, ma perché non dare la possibilità anche agli altri? Soprattutto se in ballo ci sono i soldi della Regione».

I 25.000 euro assegnati dal Consiglio regionale con deliberazione dello scorso aprile sono stati così ripartiti: 5.000 euro per la progettazione e la realizzazione dell’allestimento della mostra documentaria, con incarico affidato alla cooperativa Carte; altri 5.000 per lo studio e la ricerca della documentazione d’archivio da inserire nel percorso della mostra documentaria, assgenati a Gaetano Morese; 4.000 per il progetto grafico e l’impaginazione del catalogo della mostra e dei pannelli e delle didascalia dello spazio espositivo, curati da Palmarosa Fuccella; altri 5.000 per studio e ricerca della documentazione d’archivio da inserire nella mostra dell’archivio, affidati a Donato Verrastro e gli ultimi 3.000 per la progettazione e la realizzazione della banca dati sui militari lucani caduti nella Grande Guerra, a opera di Julia De Risi.

«Non è una questione di legittimità del conferimento degli incarichi - continua D’Andrea - Ma più che altro di opportunità. Sarebbe stato meglio dare un segnale di trasparenza. In questa regione serve una battaglia culturale che a mio avviso passa prima e soprattutto da questo tipo di iniziative». 

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