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Accuse a sindaco e giunta da Centro democratico
«Non pervenuti. Facile amministrare così»

Basilicata

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POTENZA - «A Potenza si faccia come a Roma. Se i consiglieri comunali del maggior partito del centrosinistra hanno coraggio, si dimettano per far cadere De Luca».

E’ questa la sfida al Pd lanciata, ieri in conferenza stampa, dal coordinatore regionale di Centro democratico, Luigi Scaglione. Il paragone con le note vicende politiche della capitale, «è più che appropiato».

Anzi, «a Potenza i motivi per arrivare a una risoluzione di questo tipo sono ancora più evidenti: quello del capoluogo è un governo inesistente». Sulla Giunta comunali la valutazione non è più morbida: «Nulla di personale contro i singoli assessori. Semplicemente, non pervenuti».

Insomma, per Centro democratico è giunta l’ora di staccare la spina a un esecutivo che fino a ora si è dimostrato «incapace» di risolvere i problemi della città. Ma per farlo ci vogliono i numeri: 17 consiglieri pronti a fare un passo indietro e consegnare la città al prossimo voto. Ed è per questo che l’appello di Scaglione è rivolto al Pd.

«Il congresso di domenica scorsa non è servito a fare chiarezza sulle scelte politiche che si intendono fare. Il neo segretario Sarli - che per altro ci sembra già essere stato sconfessato dall’intervento di Molinari (il riferimento è alla lettera del segretario provinciale sulle questioni cittadini, articolo a pagina 17 ndr) - deve dire apertamente qual è la posizione dei democratici. La bocciatura nei confronti dell’amministrazione De Luca è totale, «facile governare così, tagliando servizi e posti di lavoro», mentre nel frattempo «si riducono anche gli spazi di democrazia».

A partire dalla dichiarazione di dissesto, «la responsabilità politica è pesante». Del resto «anche sul bilancio riequilibrato ci sono problemi. Non è stato ancora approvato e il Ministero chiede nuovi chiarimenti. Quale migliore prova di incapacità?».

Ma Scaglione se la prende anche «con chi pensa di poter tenere il sindaco al guinzaglio, garantendo appoggio esterno». Un passaggio anche sull’incontro di domani voluto da De Luca con i cittadini, a Poggio tre Galli.

«Su sollecitazione di un partito in particolare, il primo cittadino prova a recuperare così. Ma è facile partire da quel quartiere. Perché non la fa da Santa Croce (dove non passa nemmeno un autobus) o dal centro storico (desolato e abbandonato)».

E in effetti nella sala del Consiglio comunale in cui si tiene la conferenza stampa, oltre ad alcuni lavoratori Cotrab, ci sono anche alcuni commercianti del centro. Anche se per un equivoco su contenuti e finalità dell’incontro, che non risparmia qualche tensione. «Solo un disguido, perché le problematiche e le proposte dei commercianti sono quelle che portiamo avanti in Consiglio», precisa il capogruppo al Comune, Fernando Picerno. Spetta a lui snocciolare le questioni irrisolte che hanno «paralizzato al città». Primo nodo, quello del piano di mobilità.

«Quando ne abbiamo discusso in aula, De Luca ha assicurato che le scale mobili non sarebbero state chiuse. E’ solo per questo che ci siamo astenuti. Ma così non è stato. Ed è incomprensibile che un’opera come il Ponte attrezzato, per la quale sono state spesi milioni, debba restare chiuso. Anche i tre impianti aperti hanno seri problemi, a cominciare dalle condizioni igieniche». Centro democratico ha lanciato una raccolta firme per la riapertura della scale mobili di santa Lucia.

«In realtà abbiamo fatto anche altre proposte, dal contratto con Cotrab (se non garantisce i servizi di pulizia, meglio affidarli ad altra ditta), a quelli con la Romeo, gara Consip (si faccia come ha fatto l’Università) . Soluzioni per migliorare i servizi ma anche per recuperare qualche posto di lavoro. Ma il sindaco non ci ha ascoltato». Altro passaggio sui fondi trasferiti dalla Regione per assicurare il trasporto degli scolari disabili: «perché De Luca ancora non ha chiamato i responsabili?».

«Non sono in grado nemmeno di coprire i cartelli della Ztl che non è più attiva».

Dai grandi temi, a quelli più spiccioli: «A distanza di un anno e mezzo, manca ancora un’idea di città. Manca un progetto complessivo», aggiunge il consigliere Pietro Campagna. «Potenza è in uno stato di torpore e abbandono che non si era mai visto». Centro democratico è pronto a mandare a casa De Luca e a tornare alle urne.

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