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Molinari trova spazio e riparte da Potenza
Nel frattempo i renziani si studiano

Basilicata

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POTENZA - Molinari riparte da Potenza e si lancia verso via Anzio? Difficile da dire visto che comunque si parla del Pd lucano dove quello che è vero oggi può diventare incerto domani, ma è evidente che domenica è iniziata una nuova fase per il Partito democratico della Basilicata.

Di certo il segretario provinciale del Pd, e punta avanzata della corrente lucana di Speranza, ha ripreso slancio ed entusiasmo. In fondo se l’area Speranza accreditata del 25 per cento dei tesserati a Potenza ha ottenuto le chiavi di metà dei delegati (insieme ai 9 lacorazziani) si deve anche al lavoro che lo stesso Molinari ha svolto nelle settimane precedenti.

E la lettera che il segretario provinciale a nome dell’intera corrente ieri ha inviato ai nuovi dirigenti comunali e al neo segretario cittadino, Enzo Sarli ha tutte le caratteristiche di un documento programmatico consegnato non solo per il gusto di farlo.
Non sfugge che probabilmente è anche stato un modo per richiamare lo stesso Sarli a non avventurarsi in accelerazioni solitarie rispetto al rapporto da instaurare con il sindaco De Luca e sulla eventuale scelta di giunta. Sarli ha fatto già intendere che preferirebbe un appoggio esterno. Ma non sono pochi quelli che pensano a un ingresso ufficiale per non mortificare i consiglieri comunali dem che non fanno mistero di voler far parte anche della squadra di governo della città.

Questioni di equilibri tra correnti che comunque la conclusione del congresso unitario non hanno certo risolto definitivamente.
In tutto questo poi è evidente che la partita comunale è solo un pezzo. All’orizzonte c’è lo svolgimento dell’Assemblea regionale che deve chiudere definitivamente il congresso regionale del 2014. Il segretario Luongo dovrebbe convocare la riunione per nominare gli organismi dirigenti regionali a giorni: la data più probabile resta quella del 5 dicembre. In quella sede si vedrà anche la tenuta stessa di Antonio Luongo che per restare ancora leader del partito a livello regionale ha bisogno di una nuova maggioranza o di un nuovo patto che non può che passare dai renziani.

Passato quello scoglio poi toccherà al rimpasto della Giunta regionale. Da indiscrezioni si registra una rinnovata pressione mossa verso via Verrastro per indurre il governatore Pittella a effettuare le nomine prima della fine dell’anno. Ovviamente tutto è legato all’esito finale dell’Assemblea regionale dem e poi alle dinamiche consiliari più allargate in vista del voto sulla Legge di stabilità regionale.

In tutto questo emerge qualche fibrillazione di troppo anche nell’area renziana. Pittella non è uomo che subisce le scelte. Tutt’altro. Ed è evidente che qualcosa nelle ultime settimane non gli è piaciuto nella sua stessa squadra. Se si considera che la sua area è cresciuta ancora si comprende come un chiarimento prima o poi avverra.
Intanto Polese manda messaggi post congresso. Su internet ieri pubblicando stralci del proprio intervento il consigliere regionale pittelliano ha sottolineato: «Ho l’assoluta convinzione che domenica si è inaugurata una nuova stagione per il nostro partito. L'unità e' una vittoria più grande di una vittoria schiacciante 8...) Ma attenzione, e questo non mi stancherò mai di sottolinearlo: c’è tanto Pd all’interno del partito, ma anche tanto Pd all’esterno. Dobbiamo essere ancora più inclusivi, elaborare un modello più avanzato rispetto a quello che già conosciamo. Poichè il tempo passa e non possiamo permetterci di essere ancorati al passato».

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