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Il sindaco De Luca rilancia su Potenza
Trasporti? «Se fossimo in Sicilia la chiameremmo mafia»

Basilicata

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POTENZA - De Luca si presenta alla numerosissima platea dell’auditorium della Chiesa di Santa Cecilia e non è più il sindaco delle eterne indecisioni “mi dimetto, non mi dimetto”. E’ sicuro e determinato. Rispolvera la verve della campagna elettorale e inanella, uno dopo l’altro, attacchi all’ex amministrazione e al sistema «malato».

Il passaggio più forte è quello relativo al servizio di trasporti e a coloro che «stanno remando contro» l’assegnazione dell’appalto al nuovo gestore: «Se fossimo in Sicilia la chiameremmo mafia». La sala, pienissima, applaude forte, su questa e altre affermazioni. E’ il segno tangibile che almeno nel rione di Poggio Tre Galli il gradimento in questo primo anno e mezzo di amministrazione non si affatto scalfito.

Certo, i problemi ci sono. Quelli elencati dai cittadini che, uno alla volta, si alzano per esprimere le lagnanze. Ma, a risposta del primo cittadino, la gente sembra condividere.

Certo in sala ci sono molti “amici” di De Luca: in prima fila la Giunta al completo, i dirigenti di Fratelli d’Italia, Rosa e Ramunno (il partito che sembra abbia dato la spinta principale all’iniziativa), il segretario Ncd, Vincenzo Taddei. C’è anche il coordinatore della lista civica per De Luca, Vincenzo Belmonte: segno che le divergenze che li hanno tenuti distanti per tanti mesi, si sono avviate a soluzione. E poi ci sono diversi consiglieri comunali, non solo quelli di centrodestra come Galella e Vigilante, ma anche di centrosinsitra, come il capogruppo del Pd, Giampiero Iudicello. Anche a questi ultimi va il suo ringraziamento. «Perché i risultati ottenuti sono stati frutto in una proficua collaborazione da parte di tutti».

Nessun immobilismo. «Stiamo dando ossigeno a una città asfittica». E - aggiunge - «sono stanco di chi dice che non stiamo facendo nulla. E’ per questo che sono qua. C’è qualcuno che si diverte a dire che è facile amministrare con i tagli. Io gli dico che è esattamente il contrario: è facile gestire con gli sperperi». Uno su tutti: quello relativo ai costi per il trasporto urbano.

«Abbiamo dovuto razionalizzare perchè i 15 milioni euro che venivano spesi prima non ci sono. Bisognava fermare l’emorragia. Abbiamo fatto una gara pubblica. Ha partecipato una sola ditta, se fossi in voi mi chiederei il perché. So solo che qualcuno sperava che non partecipasse neppure questo. La nuova società sta trovando delle difficoltà a presentare tutti i documenti necessari.
Molti remano contro questo affidamento. Dico solo che il sistema non mi piace, siamo con le spalle al muro, è una guerra». Da qui l’affondo sulla Sicilia e la mafia. Per poi aggiungere: «Da quando sono sindaco ho speso per mia esclusiva volontà soli 250 euro, in fiori, per ridare dignità ai nostri edifici. Poi, il lungo capitolo sugli interventi in programma. Prima quelli relativi alla viabilità: quattro nuove rotatorie. La prima è quella già abbozzata a Santa Maria; le altre due serviranno a ripristinare il doppio senso di marcia nel tratto compreso tra via Anzi e Gallitello; l’ultima regolerà il traffico dell’incrocio tra via Appia e rione Lucania. «Tutte realizzate dalla riconversione degli oneri di urbanizzazione dovuti dalla ditta che sta realizzando un edificio in via Cavour. Era previsto un ascensore con la zona universitaria. La priorità ci è sembrata mettere ordine alla circolazione».
E proprio in collaborazione con tutti i consiglieri comunali, anche quelli di centrosinistra, si è proceduto alla riprogrammazione dei fondi Pisus 2007-2013. 26 milioni che serviranno a questo: tabelle alle fermate degli autobus che danno informazioni aggiornate in tempo reale sugli orari di arrivo dei mezzi, abbattimento delle barriere architettoniche, uno sportello unico per i servizi sociali, il rifacimento della piazza della stazione centrale, adeguamento Cappella dei Celestini, strada che da via Ciccotti porta all’Università di Macchia Romana, riqualificazione dell’ex tribunale di Parco Aurora, ristrutturazione di Ponte Musmeci, parco fluviale del Basento, efficientamento pubblica illuminazione («a proposito - è il dettaglio aggiunto dal sindaco - abbiamo trovato ben 450 contatori, oltre ad allacci abusivi alla rete pubblica).
Lunga parentesi sulla questione rifiuti. «Abbiamo conferito in discarica in regime di monopolio, a un prezzo raddoppiato nel giro di sette anni». Poi la notizia: «Dal primo gennaio si parte con la raccolta differenziata porta a porta». E poi, «c’è bisogno di una nuova riforma di Acta».
Annuncia l’amministratore unico e la selezione di circa 50 nuove unità, «necessarie per la politica, negli anni passati, ha fatto uno scempio mettendo quasi più personale negli uffici che non sulle strade. Ora la differenziata rende necessarie nuove assunzioni. Ma lo faremo con concorso pubblico, e vi assicuro che da queste parti possiamo considerarla una rivoluzione». Ultima nota: «Non ho particolari ambizioni politiche. Finita la mia esperienza da primo cittadino, tornerò a fare l’ingegnere».

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