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Il patto per la regione
Presentato il Masterplan di Pensiamo Basilicata

Basilicata

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POTENZA - «Smettiamola di vedere il bicchiere mezzo vuoto». Questo l’incoraggiamento e l’invito del governatore lucano a margine dell’incontro che si è svolto ieri al Park Hotel di Potenza. Il cartello di associazioni datoriali “Pensiamo Basilicata” ieri ha convocato il presidente della Regione per consegnarli una serie di proposte e di idee per “Basilicata 2019”. In buona sostanza i massimi dirigenti delle associazioni che incrociano i settori dell’agricoltura, del commercio, dell’artigiato e dell’impresa della Basilicata hanno presentato il proprio “Masterplan” per lo sviluppo della Basilicata da qui ai prossimi 4 anni.

Si tratta di un documento sullo schema di quello redatto dai sindacati (che però si spingono fino 2020) e di quello presentato al Consiglio regionale dal presidente della Regione Marcello Pittella alcune settimane da. Un piano di sviluppo che mette insieme tutte le questioni per proporre una serie di interventi finalizzati al rilancio della Basilicata.

Nello specifico però, quello presentato da “Pensiamo Basilicata” è stato un manifesto molto gradito al presidente Pittella che alla fine dei vari interventi ha detto di sottoscrivere parola per parola tutta la relazione introduttiva.

Relazione letta dal presidente di “Pensiamo Basilicata”, Paolo Laguardia che di fatto si è messo dalla parte di Pittella e delle azioni già messe in campo dall’ente regioni nell’ultimo anno e mezzo. Insomma volendo sintetizzare al massimo, ieri le associazioni datoriali si sono schierate con il governatore. A differenza dei sindacati Cgil, Cisl e Uil che solo qualche giorno fa, invece, pur sottolineando le luci non avevano lesinato critiche.

In ogni caso ieri Laguardia è stato netto anche da un punto di vista politico: «(...) fuori dai facili elogi e dalle piaggerie di corte che non ci appartengono, Marcello Pittella ha saputo meglio di altri impersonare il valore di cambiamento, di rottura, d’innovazione, di visione. Questioni dirimenti su cui occorre essere sempre più decisi e risolutori, lasciando agli altri l’oziosità delle chiacchere.

erché il riformismo non ha bisogno di altro che di coraggio e ostinazione per scrostare le abitudini alla conservazione, all’immobilismo ed alzare finalmente il sipario del futuro della Basilicata. Quello che non appare più fattibile, però, è rimanere fermi. La Basilicata per troppi anni è stata tenuta strumentalmente in questa condizione». Parole che se da un lato hanno meritato il plauso dello stesso Pittella dall’altro non sono piaciute a Piero Lacorazza che lasciato l’incontro prima ha fatto sapere di apprezzare la costruzione di buone relazioni tra le associazioni economiche e la Regione ma poi ha anche espresso il proprio rammarico per una relazione di Laguardia troppo appiattita su questioni politiche e partitiche. Per il resto la Regione è stata rappresentata dalla giunta regionale al completo insieme a numerosi dirigenti. Per il consiglio regionali presenti Giuzio, Polese, Robortella, Santarsiero, Cifarelli, Galante, Romaniello e Pietrantuono.

La chiusura è stata tutta per Pittella che è apparso rinfrancato dal viaggio internazione di qualche giorno fa. Il governatore infatti, ha alternato frasi di soddisfazione e di apertura anche nei confronti dei sindacati presenti a stoccate contro chi “rema contro”. Ma con una rinnovata verve. Tanto che gli attacchi più duri, comunque associati a una vena ironica, hanno suscitato applausi e risate in platea. In particolare il governatore ha proposto ironicamente di «legalizzare la cacia ai gufi» in riferimento ovviamente a chi continua nonostante «gli evidenti risultati positivi» a professare la via del lamento e del “va tutto male”.

Sui contenuti Pittella ha poi spiegato che «entro la fine dell'anno dobbiamo elaborare una sintesi fra i tre documenti, quello del governo regionale, quello dei sindacati e quello delle associazioni datoriali che è stato presentato stasera, che deve diventare la piattaforma delle scelte strategiche per lo sviluppo della regione fino al 2020. E' un lavoro che però dobbiamo fare tutti insieme in un'ottica di grande condivisione e partecipazione di tutti gli attori in campo».

Pittella ha poi sottolineato: «Sono trascorsi due anni dal nostro insediamento. Abbiamo trovato una regione che stava affondando. Oggi i numeri ci dicono che stiamo facendo un buon lavoro sia sul fronte occupazionale che su quello dello sviluppo economico. Ovviamente non basta. Ma vi invito a guardare il bicchiere mezzo pieno, allontanando la sindrome del disfattismo».

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