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Cresce il fronte anti De Luca
Appello al Pd: « Uscite dalle tenebre del confronto sulle postazioni»

Basilicata

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QUESTA volta, Centro democraticonon è solo. Nel centrosinistra potentino il fronte anti De Luca è cresciuto e chiede al Pd un atto di “responsabilità” per mettere fine a un’amministrazione «inadeguata».

«Siamo ad un punto di non ritorno per il quale appare difficile ogni soluzione pasticciata o confusa che garantisca la continuità dell'azione amministrativa del sindaco e della sua strana giunta». La nota congiunta porta la firma, non solo di Cd, ma anche di Socialisti, Sel e Civica. Sottoscritta dopo che l’incontro che si è tenuto mercoledì scorso tra le delegazioni ed i consiglieri comunali dei partiti, liste e movimenti che hanno partecipato alle elezioni comunali della città di Potenza. Hanno giudicato in maniera concorde «grave e difficile la situazione del Comune».

«Il salvataggio economico della Regione, attraverso una presa di coscienza forte voluta dal presidente Pittella e dal consiglio regionale - si legge nella nota congiunta - ha solo permesso alla eterogenea e composita frangia di esponenti della destra potentina, di continuare a giocare sugli equivoci e sul dileggio del passato politico senza costruire o presentare una idea di città rinnovata e avviata sulla strada della rinascita sociale ed economica.

Mancano programmazione e un’idea della città, ribadiscono i partiti di centrosinistra. Tutto questo per valutare se si ritiene ancora credibile l'obiettivo programmatico di guardare alla rinascita delle periferie urbane come al momento vero di garanzia per la tenuta della città e la valorizzazione del suo centro storico. «La serrata del 17 - spiegano - e le proteste dei cittadini che vivono nei quartieri o ancora le mancanze nella organizzazione del sistema scolastico potentino, sono solo piccoli esempi dello sfascio cittadino. Si vive in pratica alla giornata continuando a discutere dei debiti del passato senza cimentarsi nelle vere emergenze che la città vive ed un centro sinistra organico e compatto non può più prestarsi al gioco delle lamentazioni o degli alibi precostituiti che hanno portato alla morte sociale, all'aumento della disoccupazione, alla riduzione dei servizi nonostante gli ulteriori finanziamenti regionali, all'isolamento di aree urbane con i suoi riferimenti di servizio». Quindi, la richiesta al Pd ed alla sua dirigenza «di emergere dalle tenebre di un confronto su postazioni e numeri da assegnare alle proprie anime, chiarendo se crede ancora che la coesistenza con partiti e raggruppamenti sociali della città che ci hanno visti insieme alle ultime competizioni elettorali, possa animare il confronto su politiche comunali di coesione e di prospettiva.

E ancora: «A Potenza si deve fare come a Roma contro un sindaco senza maggioranza che rinsalda sempre più i suoi legami con la destra.

Dare cioè un segnale di forte e vera presenza di un’alternativa politica alle illusioni dell'attuale amministrazione dove tra assessori non pervenuti e ritardi consistenti nel rispettare gli impegni si scava sempre più il fossato tra società civile e governo della comunità».

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