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Lo strano caso di Labriola nel Pd
La firma presente e poi rinnegata sotto le liste di Luongo

Basilicata

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POTENZA - Che ci fosse qualcosa di strano era chiaro dal principio. Si parte da una domanda: può un politico dell’esperienza di Luongo inserire in un elenco un dirigente senza averlo prima interpellato?

Soprattutto, perché al netto dei giudizi di ciascuno, oggettivamente Luongo può avere tutto i pregi o i difetti di questo mondo ma tra questi non c’è nè il decisionismo e nè l’improvvisazione. E infatti, il segretario regionale del Pd, Luongo, ieri ha fatto sapere di aver interpellato nella mattinata di martedì - prima di diffondere la nota delle nomine degli uffici provinciali per il tesseramento - sia lo stesso Labriola che dirigenti materani del Pd tra cui il segretario provinciale Bellitti. Ottenendo il via libera.

La sera di martedì però Labriola ha detto di aver saputo della nomina da un comunicato stampa. Ha ringraziato ma di fatto ha ufficializzato il suo abbandono al Pd per seguire Pippo Civati. La verità potrebbe stare (come spesso accade) nel mezzo.

E cioè che nelle ore tra la comunicazione di Luongo e la lettera di Labriola sia accaduto qualcosa. Cosa? Che nel Pd materano, in quello di Policoro e non solo si sia scatenata una polemica. Labriola come è noto infatti da settimane era impegnato nella raccolta firme per il referendum contro le trivelle nello jonio promossa dal movimento “Possibile” appunto di Civati.

Vicenda non sufficiente, secondo Luongo. per espellerlo dal Pd o per relegarlo ai margini. Evidentemente non tutti la pensano così.

La polemica deve essere montata a tal punto che Labriola ha preso “borse e bagagli” e ha lasciato il Pd. Chiaro comunque che Labriola fosse già combattuto tanto che anche il rapporto decennale politico con Santochirico che va in direzione renziana era già ai minimi termini. Insomma un caso dopo l’altro.

Di certo Luongo ha anche fatto sapere di “sperare” in un ripensamento dello stesso Labriola. Cosa che è stata esplicitata chiaramente da Dino Paradiso (che era il candidato segretario regionale al congresso del 2014 di Franco Labriola in quota civatiana). Paradiso stigmatizzando la reazione scomposta «ed esagerata» di qualcuno nei confronti «di un compagno politico quale è Franco Labriola» aggiunge: «Trovo quanto sia accaduto grave ed ingiusto e se mi si consente paradossale. Sulla questione che Franco fosse li per agevolare qualcun altro voglio precisare che la scelta di non seguire Civati fuori dal Pd era la conferma che noi stiamo nel partito indipendentemente dala scelta di un leader e che dalle primarie per la segreteria regionale, dove io ero con Franco ed altri compagni presenti, ad oggi, abbiamo sempre sostenuto il Pd salendo sui palchi nelle amministritave e nelle competizioni provinciali che si sono tenute in questo anno e mai abbiamo influito sulle scelte che il Pd ha voluto mettere in campo, poiché mai nessuno ha chiesto di conoscere il nostro pensiero. A questo punto mi chiedo come mai chi oggi si lamenta non abbia storto il muso quando esponenti del Pd hanno sostenuto nel recente passato e forse ancora tutt’oggi liste ed esponenti contrapposti al Pd».

Paradiso quindi ricorda che la raccolta firme non costituisce comunque un discrimine avendo fatto lo stesso anche le istituzioni.

E in definitiva Paradiso chiede a Labriola di ritirare le dimissioni e continuare nel Pd «pur comprendendo il suo dispiacere dopo anni di onorata ed attiva militanza al servizio di tutti».

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