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Sole: «La Regione non foraggia i dipendenti Unibas»
La rettrice difende l'Ateneo: ecco i numeri reali

Basilicata

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POTENZA - Botta e risposta a distanza tra la rettrice dell’Unibas Aurelia Sole e Gianni Rosa, a qualche giorno di distanza dalla conferenza stampa tenuta dal consigliere di Fratelli d’Italia sulla salute dell’ateneo lucano.

«Altro che passo di qualità. Nonostante l’importante contributo annuale da parte della Regione, l’Unibas non è affatto cresciuta», aveva denunciato Rosa nell’incontro con i giornalisti. Ieri, la replica della rettrice, per sfatare, innanzitutto, un fatto: «Mi dispiace che si ripeta la convinzione secondo cui la Regione, attraverso il sostegno all’Unibas, paga gli stipendi ai dipendenti e ai professori dell’Università, e che questi non producano adeguatamente, e che quindi l’ateneo non raggiunga gli obiettivi previsti». Ricorda che le risorse regionali frutto dell’accordo con il Miur del 2011, sono di fatto equiparate al fondo ordinario, per cui destinabili alle spese fisse degli atenei (stipendi compresi).

E che - in merito alle accuse sulle assunzioni - l’organico dell’Ateneo si è ridotto nel corso degli anni sia per il personale docente (327 il massimo, tra docenti e ricercatori nel 2011, 307 nel 2014), che per il personale tecnico amministrativo (304 il massimo nel 1994, 287 nel 2014). Ma proprio su questo punto arriva a distanza di poche ore la controreplica del consigliere regionale di FdI: i numeri forniti dalla rettrice - sostiene Rosa - non fanno che conformare la sproporzione fra amministrativi e docenti e ricercatori.

Del resto, aggiunge il consigliere, «l'Unibas aveva un rapporto costo del personale / trasferimenti nazionali pari al 94% superiore alla soglia massima dell'80% e che solo grazie questo rapporto è sceso al 64%, consentendo all’Unibas di rientrare nei parametri ministeriali». Accusando: «La la dinamica dei costi del personale dipende da una scellerata politica della assuzioni».

Ma la Sole insiste: «Il nostro è un Ateneo virtuoso, ed è stato premiato nell’ultimo anno con un ritorno del 120% circa del turnover. Solo tramite docenti e personale tecnico-amministrativo possono essere realizzate le finalità strategiche dell’Ateneo».

Inoltre - fa presente la rettrice - il fondo regionale si è ridotto di anno in anno e la Regione non riesce a dare correntezza dei trasferimenti relativi all’accordo. Il che non lascia troppo spazio a sprechi o cattivo uso delle risorse. Sul versante della ricerca, la rettrice dell'Unibas ha poi difeso le attività di ricerca: dalle molteplici collaborazioni internazionali dei docenti dell’ateno, alla partecipazione a molti progetti di ricerca finanziati con fondi nazionali e internazionali. I risultati della valutazione della ricerca collocano l’Università della Basilicata nella media nazionale. Sempre nella valutazione dell'Anvur (agenzia nazionale di valutazione) per l’indicatore di terza missione «siamo tra i primi atenei con un valore pari a tre volte quello del risultato atteso per la dimensione del nostro Ateneo». E per stare ai numeri: sono 158 i laboratori di ricerca/didattica, una decina i campi di Scavi Archeologici, altrettanti i progetti europei. Otto i dottorati di ricerca, per un totale di 48 posizioni di cui 39 con borsa. Per quanto riguarda invece il processo d’internazionalizzazione, negli ultimi cinque anni centinaia di studenti hanno partecipato al programma Llp Erasmus, all’estero, in Università e Centri di ricerca prestigiosi, per svolgere periodi di studio, tesi e tirocini formativi. Per questo l’Unibas ha ottenuto nel 2013 l’Erasmus charter for higher education (Eche), e per il 2014-2020.
L’Ateneo attualmente ha stipulato oltre 135 accordi Llp-Erasmus, e «la mobilità dei nostri studenti e docenti satura ogni anno le borse bandite». La rettrice ricorda anche che l’offerta formativa dell’Università della Basilicata si è ampliata quest’anno: eroghiamo 14 Corsi di Laurea Triennali, 18 Corsi di Laurea magistrali, di cui tre internazionali, 3 Corsi di Laurea a Ciclo unico. La Scuola di specializzazione in Archeologia, (di fama internazionale). I corsi di Tfa, Tfa sostegno, Pass ed altri, e quest’anno otto corsi di Master di cui uno Internazionale, in collaborazione con aziende, enti pubblici e con il mondo delle professioni. Secondo Censis Unibas è terza in Italia (su dodici) tra i piccoli atenei (quelli cioè con meno di diecimila iscritti). Il dato sugli iscritti da fuori regione porta l’Unibas al 32esimo posto nella classifica del “Sole 24 Ore”, «con un risultato dall’enorme significato positivo». In valore nominale - continua Sole - la percentuale degli studenti non lucani (19,3%) è in aumento rispetto all’anno precedente.
Anche sui dati per le iscrizioni, lo scorso anno l’Ateneo lucano ha dimostrato una “tenuta” stabile in tutti i corsi di laurea, con +4,2% rispetto al precedente anno accademico. Quest’anno, inoltre, alla data attuale, nella quale ancora non si sono chiuse le iscrizioni, rispetto ai dati dello scorso anno abbiamo un +1%, che porta l’Unibas tra le poche Università, in Italia, a non avere calo di iscrizioni. Dati che non bastano al consigliere che fa presente come il Comitato tecnico paritetico - organismo utile al controllo sul raggiungimento degli obbiettivi - non si è mai riunito. Ne chiede conto alla rettrice, come pure sull’attività didattica: «Cosa è stato fatto 'di più' - chiede - grazie al contributo regionale che in mancanza non sarebbe stato fatto?». Invitando la rettrice a «fornire ufficialmente alla Regione le ulteriori informazioni che sino ad oggi non sono state fornite dall’Unibas».

marlab
m.labanca@luedi.it

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