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Mutazione politica in pieno corso
Cambiano gli scenari, i partiti e le alleanze

Basilicata

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POTENZA - E’ in atto un enorme movimento politico trasversale a tutto lo scenario politico. Una manna per gli strateghi dei vari partiti. In ogni angolo dello scacchiere politico sta accadendo qualcosa. Si rimescolano le carte, si creano nuovi contenitori e nuove sigle. Si fanno alleanze tra vecchi compagni che si ritrovano come non fossero passati nel frattempo anni.

Si generano contromisure per tentare di ribaltare quello che altrimenti sarebbe già scritto. Insomma è un atto una reale rivoluzione politica che attraversa tutto lo scenario politico da destra a sinistra senza escludere il centro che pure vive una sua stagione di dinamismo tra nostalgia e voglia di tornare a contare davvero. E sono tanti i protagonisti di questo vero e proprio terremoto.

La sensazione è che ci si fosse addormentati per qualche mese e ci si svegliasse ora si farebbe davvero fatica a capire cosa è successo.

Di certo c’è il deputato Vincenzo Folino che lasciando il Pd ha deciso di scompigliare tutto il quadro dentro la sinistra tradizionale. Va a braccetto con il sindaco di Rionero (e deputato) vendoliano, Antonio Placido a Roma mentre in Basilicata cerca di aggregare gli scontenti e i nostalgici della sinistra in una sorta di squadrone propedeutico al ribaltone che sarà (oggi no, domani forse ma dopodomani sicuramente per citare un detto comunista) perchè “i cittadini sono stanchi di chi ci governa”. E così facendo Folino rimette al centro del proprio progetto (non è ufficiale ma poco manca) anche il consigliere regionale ex Sel, Giannino Romaniello che pure con Placido - sempre per restare alle citazioni - nemmeno un caffè insieme.

Ma in questo “folle” autunno accade anche questo. Che poi poco conta che Pippo Civati vuol fare una sinistra più sinistra ancora: l’importante per ora è mettere insieme le truppe e mostrare i muscoli. Ovviamente la costruzione rischia di creare già tensioni con Placido che sorride a Roma ma non in Basilicata. Ma come si dice: meglio darsi da fare e magari restare a piedi che invece non partire proprio.

Altro cantiere in piena attività è quella dell’area renziana lucana. E’ in atto ormai da mesi la corsa di moltissimi big a smarcarsi dalla minoranza dem per indossare le casacche con il marchio di Renzi.

In tale logica è questa la settimana giusta per Erminio Restaino e Vincenzo Santochirico. I due democratici venerdì prossimo ufficializzeranno con una conferenza stampa la loro adesione alla maxi corrente renziana guidata dal colonnello Matteo Orfini quello dei giovani turchi per intenderci (che poi per metterla in ironia Restaino e Santochirico sono sicuramente più turchi che giovani).

Questo a un paio di settimane dalla trasformazione renziana di Vito Santarsiero (via Delrio) e di quella attesa di Vito De Filippo (via Guerrini) che sembra assai rinvigorito (politicamente parlando) nelle ultime settimane dalla “buone relazioni” romane anche con la ministra Boschi.
Ma la corsa a cambiare schema per farsi trovare pronti alle prossime sfide elettorali o ai vari rimpasti di giunta o cambi alla guida dei vari partiti si disputa ai più svariati livelli e interessa bene o male tutto il campo politico.

In tutto questo c’è anche un ritorno alla ribalta per un politico romano (pur se nato a Melfi 59 anni fa) che tanta fibrillazione porto in Basilicata nel Psi. Si parla di Gerardo Labellarte che dentro la sfida tutta lucana tra Rocco Vita e Livio Valvano a guadagnarsi un posto utile per l’elezione al Senato alla fine si ritrovò quarto nella lista del Pd non riuscendo però a essere eletto (è ancora il primo degli eletti) dopo Fattorini, Bubbico e Margiotta.

La notizia è che Ballarte è uno degli uomini di punta della corrente interna al Psi nazionale (Area socialista) creata da Bobo Craxi.

La partita che si gioca è quella del congresso nazionale e in tale contesto la Basilicata non è solo spettatrice. Come è noto il segretario nazionale Riccardo Nencini è sempre in gioco e la sua più stretta e fedele collaboratrice (portavoce nazionale) è la lucana Maria Cristina Pisani. Insomma dietro ai due generali Nencini e Craxi ci sono due lucani. Tutto questo mentre si giocherà a breve la complicatissima partita a Melfi per la poltrona di sindaco a cui punta il segretario regionale socialista Livio Valvano e con una altrettanto complicata quadratura alla Regione con il Psi sempre in pole per un posto da assessore con Francesco Pietrantuono vigile a quello che accade tra le sempre turbolenti anime socialiste.

C’è quindi tutta una vicenda che si sta disputando dentro il centro moderato. La partita anche in questo caso è a doppio binario tra Roma e Potenza. Così mentre nella capitale i vari Cesa, Mauro, Tabacci, Quagliariello cercano di capire come muoversi tra spinte verso la destra e spinte accentratrici di quel Renzi che ormai guarda al centro più che a sinistra anche in Basilicata i consiglieri regionali Aurelio Pace, Franco Mollica e Nicola Benedetto più il segretario di Ncd, Vincenzo Taddei non trovano pace cercando di capire come far pesare di più il proprio voto in Consiglio regionale.

Da chi guarda a destra (Pace) a chi gli sta bene il centro - centro (Mollica) e chi è deluso dal Pd (Benedetto) c’è anche chi non vede l’ora di entrare anima e corpo nel centrosinistra (Taddei).

Non si può poi non parlare del centrodestra o meglio di Forza Italia e di quelli che non vogliono più averne a che fare. Innanzitutto Giuseppe Moles (potentino) ma nazionale di carriera politica è il nuovo segretario regionale del partito. Subentra a Cosimo Latronico che invece ha ritrovato entusiasmo lasciando le sponde berlusconiane per abbracciare il nuovo movimento politico creato da Raffaele Fitto.

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